La comunicazione online: una rosa con tante spine

Molto spesso quando parlo con le aziende la prima cosa che mi domandano appena sentono il termine Digital Pr è:

“Ci porti qualche blogger all’evento?”. Ebbene sì questi scrittori 3.0 sono le nuove stelle del web super gettonate dalle imprese.

E’ difficile interagire con questi interlocutori per due ragioni:

–       Diffidenza ( alcuni di loro cestinano le mail senza neanche leggerle pensando sia spam, pubblicità o solo una perdita di tempo);

–       Scarsa professionalità dei comunicatori (le digital pr presuppongono una preparazione adeguata, tutti noi commettiamo degli errori però quando si interagisce con un influencer bisogna sempre muoversi in punta di piedi e conoscere gli strumenti con cui si entra in contatto)

Valentina Marzullo nota fashion blogger

Valentina Marzullo nota fashion blogger

Qualche settimana fa sulla bacheca di una mia amica blogger è nato un thread interessante, stimolato da questo status Ripetiamo tutti insieme: un blog non è una piattaforma GRATIS dove le aziende possono farsi pubblicità”. Questa frase è ricca di significati ed è un pizzico polemica. Non appena ho letto il messaggio mi sono sentita in dovere di saperne di più e cercare un confronto. Che cosa ho capito? che spesso ci si avvicina agli operatori del web ingenuamente commettendo degli errori imperdonabili.

Facciamo una premessa il digital pr è una nuova figura professionale, nell’80% dei casi competente e consapevole delle opportunità e criticità del web. In altre situazioni il comunicatore online è uno stagista oppure un ex addetto stampa che per aiutare l’agenzia nel processo di evoluzione 3.0 decide di lanciarsi e di contattare gli opinion leader della rete. Nel primo scenario il dialogo sarà efficace e ricco di sorprese inaspettate, nel secondo caso si otterranno solo dei guai e tanta indifferenza.

I blogger si sentono spesso presi in giro da chi lavora nella comunicazione, notano una scarsa professionalità (mail con in cc molti destinatari, errori grammaticali gravi) e una bassa motivazione.

Le agenzie pr che vogliono coinvolgere dei blogger ad un’iniziativa devono prima puntare alla valorizzazione ed all’incentivazione. Non si può pensare che un influencer partecipi ad un evento a Parigi e che sostenga da solo i costi di trasferta!

E’ giusto trovare un equilibrio, proviamo con un esempio:

Decido di coinvolgere 2 blogger ad un open day a Milano per una nota casa di moda, le ragazze saranno impegnate tutto il giorno a fotografare, intervistare e realizzare dei Tweet e Istangram utili a generare traffico in rete. Questo buzz positivo verrà ricompensato con il coinvolgimento successivo alle altre iniziative dell’azienda e con un piccolo omaggio (si ricorderanno di noi e non saranno più diffidenti quando riceveranno le mail).

Basta poco e credetemi i risultati arriveranno!

Se desiderate collaborare con noi scriveteci a: spark3.0staff@gmail.com

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Una foto per tutti i gusti! Instagram

Negli ultimi mesi Instagram (l’applicazione gratuita che  permette agli utenti di scattare foto, applicare filtri, e condividerle sui social network) ha conquistato sempre più persone (7.3 milioni di utenti unici al giorno secondo la fonte TweetBlog) in cerca di un palcoscenico dove mostrare il proprio stile o anche solo per divertirsi.

Monza e il giorno della memoria

Monza e il giorno della memoria

Di solito consiglio Instagram alle aziende di moda, bellezza, arte e design visto lo stretto collegamento con il panorama estetico. Ma questo non esclude l’applicazione del social photo sharing anche ad altri settori come la musica.

Pensiamo ad un brand di calzature ed ai feedback che riuscirebbe ad ottenere dall’utente e proviamo ad immaginarci una serie di steps:

1)    Aprire l’account

2)    Realizzare delle foto alle persone per strada  (un po’ come fa ogni giorno il famoso blog The Sartorialist)

3)    Fotografare le bozze dei modelli (solleciterebbe l’attenzione di coloro che sognano di lavorare nel settore)

4)    Lanciare dei contest che stimolino l’engagement

Tutte queste azioni umanizzeranno il brand, porteranno ad un aumento della notorietà di marca, e costruiranno delle relazioni di lungo periodo con l’utente.

Per capire le potenzialità di Istangram vi suggerisco questo post realizzato dallo staff di THEBLOGTV http://bit.ly/UQGMar il quale mostra come una semplice idea a costo zero abbia ottenuto dei numeri da capogiro (15,000 likes su Instagram).

Se avete domande non esitate a scriverci su parlaconspark3punto0@yahoo.com!

Come mai ci piace così tanto Pinterest?

Pinterest è una delle ultime new entry nell’universo Social, il suo punto di forza sono le immagini.

Pinterest permette di: raccontare un’esperienza, un prodotto realizzato da noi (hand made) o ricreare anche solo un’atmosfera. Questo new media è stato lanciato negli Usa ed in poco tempo ha conquistato tutti, oggi in Italia si posiziona (fonte Global Web Index) al 6 posto con 3.5 milioni di visitatori unici.

Mettiamo Pinterest sotto la nostra lente di ingrandimento, la prima cosa che notiamo è l’immagine del profilo, di fianco a destra i Repins cioè quelle che io definisco le interazioni visual (coloro che condividono una nostra immagine e la fanno viaggiare in rete), sotto ci sono i dati numerici i followers e following.

Immagine Pinterest

Ecco a voi un profilo registrato su Pinterest

L’80% dello spazio è occupato dalle board (le famose gallerie), queste possono essere tematizzate e dunque personalizzate secondo i propri gusti e sono la vera anima del social network.

Anche qui le aziende soprattutto del mondo moda, design, bellezza hanno uno spazio/vetrina dove farsi conoscere ed interagire attivamente con i followers.

Che cosa funziona su Pinterest? Per capirlo ho osservato due brand Gap e Gucci, due aziende che si sono avvicinate con ottimismo a questo nuovo canale.

Gap on Pinterest

Gap su Pinterest

Gucci on Pinterest

Gucci su Pinterest

Parlavamo qualche giorno fa di far vivere un’esperienza all’utente, Gap in questo caso ha centrato l’obiettivo, nella sua board “Styld by you” da spazio alle idee delle followers, raccoglie gli outfit  firmati Gap di tante ragazze che si sentono un po’ modelle. E’ bello notare la trasversalità del mezzo, il quale senza paura si avvicina ad Istangram dandogli un’elevata visibilità, stiamo parlando della board “Gap Grams” (qui vengono raccolte le immagini scattate con l’applicazione mobile).

Gucci il brand chic per eccellenza ha una board intitolata “An Italian Affair” dove viene valorizzato il Made in Italy e propone degli advise moda nella galleria “How to wear It!”.

Le due aziende fashion hanno capito che se si ricrea un mood che emoziona l’utente, un’area in cui si può essere protagonisti (nel caso di Gap) allora il nostro follower non solo ci seguirà lì in quel social network, ma visiterà il sito ufficiale, si sposterà su Facebook e parlerà del brand con il suo network (più awareness). Queste dinamiche influenzeranno le azioni offline

Un tweet tira l’altro

Mi è capitato di incontrare alcune persone che giudicano Twitter un social network difficile e mi sono domandata il perché, ecco due ipotesi:

1)    E’ uno strumento di difficile intuizione gli #, le @  ed i RT spaventano le new entry della rete

2)    Richiede dei messaggi sintetici (max 140 caratteri)

Queste due caratteristiche giudicate “un ostacolo” possono trasformarsi in opportunità. Come?

Twitter offre innumerevoli chance per il brand: può diventare uno strumento in più per il costumer care (rispondere a reclami, richieste di informazioni su un prodotto), un supporto PR (annunciare contest online, proporre in anteprima degli scatti e/o video), un’agenzia di stampa (condividere dei link che parlino di “attualità”, “ambiente”, “trend e moda” ecc).

E’ fondamentale dare una personalità al social network ed evitare una duplicazione dei contenuti (spesso identici a Facebook).

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Facciamo un esempio:

Pensiamo ad un’azienda emergente di cosmesi che decide di attivare l’account su Twitter, che cosa dovrebbe fare?

–       Ampliare il suo raggio d’azione/network (cercare degli interlocutori in rete da seguire)

–       Lanciare dei trend (i colori dell’estate 2013)

–       Seguire le beauty blogger e avere in anteprima info sui loro tutorial

–       Proporre delle chicche estetiche es ”Il nostro make up artist vi mostrerà come fare l’effetto smokey eyes + link”

–       Supportare dei contest on going: ”Mancano solo 24 ore e finalmente sceglieremo la best make up artist della settimana!”

E’ anche essenziale estrapolare dei dati quantitativi che permettano all’azienda di capire:

–       Quando lanciare il tweet (orario di riferimento)

–       Monitorare i RT e le risposte

–       Osservare quello che fanno i concorrenti

–       Ottenere delle statistiche aggiornate sul percorso dell’account

Uno strumento utile a catturare queste informazioni è SocialBro (socialbro.com).

Spero che queste indicazioni vi aiutino a muovervi con facilità all’interno del social network più agguerrito della rete! Buona fortuna!

Un evento che ha lasciato il segno: Asseprim “Generazione 2.0 Made in Italy”

Qualche settimana fa ho partecipato ad una conferenza davvero interessante organizzata da Asseprim (associazione nazionale che rappresenta le aziende si Servizi Professionali alle imprese) in corso venezia 47. L’incontro era totalmente incentrato sulla generazione 2.0 cioè una fetta di popolazione italiana (stimata attorno al 14% che rientra nella seguente fascia d’età 18-30 anni) sensibile alle dinamiche digital che spesso confonde il mondo online da quello offline.

blog generazione 2.0

E’ da segnalare come questo gruppo di persone venga sottovalutato e giudicato “distratto” quando in realtà rappresenta ciò che siamo e saremo (il nostro futuro 3.0). Le aziende che vogliono dialogare con un cliente “smanettone” e web addicted non possono fare a meno della generazione 2.0. Ma quali sono gli strumenti giusti per conquistarli?

Facciamo una breve analisi: Se il nostro obiettivo è generare commenti, coinvolgere gli utenti ad un contest: il social Network che fa per noi è Facebook (si rivolge più a una massa di utenti), se cerchiamo di dare autorevolezza alle nostre attività, puntare al costumer care, allora consiglio Twitter (di nicchia) ed i suoi cinguettii. Se invece vogliamo emozionare, far sentire parte di un evento il nostro utente allora preferite Youtube. Se cerchiamo del personale e vogliamo tenerci aggiornati sulle news di settore allora è perfetto Linkedin. Ogni social network ha delle caratteristiche particolari, non credete a coloro che vi dicono “Aprite l’account e posizionatevi in rete, tanto oggi basta esserci!”. Puntate alla differenziazione ed alla personalizzazione del servizio e del prodotto e soprattutto generate un’esperienza! L’utente si avvicinerà solo se potrete offrirgli un viaggio sensazionale che ricorderà per sempre!

Come riconoscere un blogger di talento?

La blogosfera è un luogo ricco di opportunità per le aziende, ogni autore racconta in un blog le proprie esperienze quotidiane e mostra la sua personalità.

Se vogliamo portare avanti una strategia di comunicazione vincente dobbiamo selezionare i nostri interlocutori. Non si può dialogare efficacemente con 300 contatti, ma con 30 sì.

Come scegliere i top blog?

1)    Valutate il tipo di argomento trattato: parla di piatti enogastronomici ?(food), è sensibile al risparmio energetico? (green) e così via;

2)    Identificate il tono del blog (ironico, tecnico );

3)    Valutate lo stile (i suoi testi sono scritti in modo fluido? Tende a copiare i comunicati stampa senza dare delle interpretazioni personali?);

4)    Calcolate il page Rank cioè il valore che Google attribuisce ad ogni sito web;

5)    Conteggiate i lettori fissi (se sono inferiori a 100 vuol dire che il blog è appena nato o è poco seguito);

6)    Verificate l’aggiornamento delle pubblicazioni (se l’ultimo post risale a 6 mesi fa allora vuol dire che c’è stato un calo di interesse nei confronti del blog o che l’autore non ha più tempo da dedicargli);

7)    L’autore è presente sui social network? (quanti profili ha attivato? Li segue con attenzione? Interagisce attivamente con gli utenti?);

8)    Valutate la coerenza degli argomenti trattati (l’autore del blog deve trattare al 90% del tema di interesse);

9)    Verificate se è possibile contattare l’autore via mail o se è necessario compilare un form;

10)  Non dimenticatevi della professionalità, se il blogger in questione lavora per molti marchi allora ha poco tempo da dedicarvi, puntate alla qualità non alla quantità!. Osservate come si approccia ai brand, se vive l’evento come momento esclusivamente ludico o anche come un’ opportunità professionale.

foto secondo post

Grazie a: Valentina, Alessandra, Fabrizia, Sabrina e Laura.

Attraverso questi criteri potrete selezionare il gruppo di opinion leader con cui lavorare. Da questo momento in poi dovrete iniziare a costruire una relazione di lungo periodo con il blogger mettendo in primo piano la MOTIVAZIONE! Buona fortuna e raccontateci com’è andata!