Quanto ci facciamo influenzare dagli altri?

Prima di spendere i nostri soldi ci pensiamo 2.000 volte perché vogliamo essere certi al 100% che quello che stiamo per comprare ci possa davvero aiutare e servire.

Esistono due tipologie di acquisto (Shiv Singh nel libro del 2009 “Social Media Mkt for Dummies” approfondisce queste categorie): il low consideration purchase e lo high consideration purchase. Nel primo caso vengono riuniti tutti gli acquisti “leggeri” (comprare una t-shirt, un cappello ecc) che non implicano tensioni emotive, nel secondo caso invece vengono raggruppati gli acquisti impegnativi economicamente (una casa, un auto, una moto ecc).

Se dobbiamo comprare una nuova t-shirt è raro che ci sia una forte esitazione o ricerca di opinioni in rete, la vedo in una vetrina, leggo il prezzo e corro a comprarla. Se invece stiamo per acquistare un elettrodomestico da 2.000 euro allora i giochi cambiano, iniziamo a usare Google per reperire informazioni sul brand, seguiamo le conversazioni nelle community di riferimento, leggiamo i blog specializzati e  infine sentiamo anche quello che ci consigliano i familiari.

Singh ha individuato 3 tipi di Influencer:

I Referent: gli utenti più attivi, scrivono recensioni, aggiornano quotidianamente il loro status, partecipano ai thread dei forum ecc

Gli Expert: qui troviamo i “Key Influencer” l’autore di un blog specializzato, con delle competenze tecniche adeguate ed una ottima autority.

I Positional: i famigliari e coloro che rientrano nella nostra sfera affettiva. Spesso queste persone intervengono con forza nelle dinamiche di acquisto.

L’obiettivo di un’azienda sarà conquistare gli Expert e successivamente i Referent, fornendo informazioni sempre nuove sul prodotto, garantendo la massima disponibilità in caso di domande di approfondimento, reclami ecc.

Ecco per voi un esempio:

Un’azienda produttrice di automobili lancia un  nuovo veicolo sul mercato, che cosa può fare per conquistare la fiducia degli opinion leader della rete?

–       Invitare un gruppo di key influencer (massimo 10) ad un evento ad hoc (un rally con aperitivo);

–       Open Day (aprire le porte dell’azienda e mostrare attraverso un filmato com’è avvenuta l’ideazione dell’auto);

–       Permettere agli opinion leader di testare il veicolo e recensirlo (1 giorno con la mia nuova…).

Questo è solo un assaggio di quello che un’ impresa del settore automotive potrebbe fare per generare passaparola positivo in rete, migliorare la sua notorietà e reputazione, direzionare nel modo giusto le decisioni di acquisto e affermarsi rispetto ai competitor. Basta poco no? E voi ci avete provato?

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