L’evoluzione della comunicazione

Quante volte vi capita di chiacchierare con una persona nuova e notate che non vi sta assolutamente ascoltando? Questo è quello che sfortunatamente succede di frequente tra l’azienda e utente.

In passato la creatività arrivava dall’impresa, era quest’ultima con il suo team di esperti a generare i contenuti ad hoc per i consumatori.

Oggi con l’ingresso dei Social Media molte dinamiche sono cambiate, osserviamole nel dettaglio:

–       Il consumatore, non è più tale, non ascolta passivamente dei messaggi , ma  li valuta, li critica o li elogia e contribuisce alla nascita dei contenuti. Oggi possiamo parlare di CONSUM-ATTORE (@SocialMediaMarketing Guido di Fraia);

–       Non esiste più il messaggio monodirezionale (dall’azienda al cliente), ora anche l’impresa dovrà ascoltare gli spunti che arrivano dalla rete ed eventualmente apportare delle modifiche ad un prodotto e/o servizio;

Copyright: Andy Rouse Uk

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–       Si è giunti in una fase in cui si possono verificare i risultati di ogni singola azione (monitoraggio e web analytics);

–       Abbattimento dei costi, come si dice “Poca spesa e molta resa” (il web permette di attivare delle azioni a costo zero, ma questo non deve far pensare che attività come il web marketing o il monitoraggio non prevedano un investimento cospicuo);

–       Arrivano i nuovi intermediari, gli influencer o esperti della rete coloro che guidano le decisioni di acquisto;

–       La pubblicità tradizionale si è spostata nel display adv (banner, pop up, DEM);

–       Le agenzie di Pr non dialogano solo con i giornalisti, ma anche con gente comune (i famosi blogger e webmaster ). Questi utenti raccontano un brand, lo vivono al 100% (ad esempio quando partecipano ad un evento) e condividono il tutto con i followers (buzz positivo).

Questi mutamenti hanno annullato l’interruption marketing (es. uno spot che interrompe la mia attività quotidiana), dando spazio al Google Marketing dove la parola di ricerca diventa espressione di un’esigenza e segue con naturalezza i movimenti dell’user.

Oggi possiamo affermare che il SEO come il SEM rispondono alle necessità degli utenti (ottimizzo le keyword presenti nel mio sito per entrare in sinergia con il cliente digitale).

Le aziende non devono chiudere ogni porta di ingresso all’utente per paura di sbagliare o ricevere delle critiche, lo scambio e l’apprendimento costante possono trasformarsi in risorse fondamentali. Ricordate che anche se non si è presenti con un sito o con una pagina di Facebook gli utenti parlano del brand, si scambiano pareri, raccontano esperienze. Se volete non solo farvi conoscere ma assorbire tutte le informazioni utili a ottimizzare la vostra strategia allora il social media marketing è quello che fa per voi.

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