Digital pr & Ufficio Stampa a confronto!

Che cosa dovrebbe fare una digital pr per raggiungere i suoi obiettivi di business?

So benissimo che questa domanda aprirà molti cassetti segreti e soprattutto ci farà riflettere sul panorama web attuale.

E’ da un po’ che lavoro nel settore ed ho notato che la colpa di un mancato successo ad un open day o ad un evento non è mai solo della blogger o della pr in questione. Come si dice i guai si creano in due!

Per molti anni i giornalisti sono stati al centro di ogni azione pr,  erano  super coccolati e ricercati ad ogni iniziativa, poi successe una cosa… arrivarono i blog. Questi diari digitali conquistarono tutti, erano spontanei, ricchi di indicazioni utili e capaci di raccogliere migliaia di utenti sparsi nel mondo.

I giornalisti ancora oggi si sentono un po’ minacciati dagli autori digitali, ma credetemi i profili sono ben distanti, vediamoli nel dettaglio:

1) Il giornalista ha un lavoro (spesso sottopagato)

2) Molto di frequente pubblica in base alla quantità degli investimenti pubblicitari ricevuti da quel brand (teoria del “Tu mi dai io ti do”).

3) Il blogger è libero, indipendente, scrive ciò che pensa, non da visibilità ad un’azienda se non ne è davvero convinto e segue poche regole.

4) Il blogger non è il dipendente di nessuno, scrive perchè gli piace farlo!

incontri

Questi elementi come influiscono nel lavoro della Pr? Molto, non esiste più l’illusione di applicare il tradizionale mestiere dell’ufficio stampa a quello web perché il contesto cambia inesorabilmente.

Per esempio la classica pr ha sempre seguito un iter preciso per conquistare la stampa offline, vediamoli nel dettaglio:

– Realizzare un comunicato stampa

– Inviare il materiale pr al giornalista in target

– Contattare periodicamente la redazione

– Monitorare i redazionali ottenuti

In questo percorso c’erano poche sorprese, il giornalista era facile da rintracciare, aveva una segreteria di redazione di riferimento e se mandavi il materiale ad hoc potevi assicurarti una pubblicazione.

Oggi il viaggio è ricco di pit stop:

1) mandi il materiale pr ma devi stare attento a non riempirlo di formalismi e tecnicismi,

2) usi altri mezzi di comunicazione (mail, skype, e telefono),

3) devi conoscere il cv della blogger (che cosa ha fatto fino ad ora, come scrive)

4) Sapere come funzionano i social network (mi ha colpita una dichiarazione di Lucia del Pasqua che affermava di una pr che non conosceva l’hashtag)

5) evitare le figuracce, alcuni blogger sono carini e cordiali e chiudono un occhio altri sono vendicativi e mostrano il tuo errore in 1 pagina per ridicolizzarti (credetemi succede).

6) Prepararsi al peggio: una parte delle blogger a volte non si presenta agli eventi (scarsa professionalità e rispetto del lavoro altrui), in questo caso la soluzione è bannarle dalla mailing e non contattarle più.

Il talento di una pr emerge in due casi: 1) nelle interazioni che riesce a generare (umanità, simpatia, professionalità) 2) nella pazienza (non pensare che se una persona non si presenta ad un evento sia un affronto personale, ma andare avanti)

E voi che cosa ne pensate?

Arisa e Noemi che cosa combinano su Twitter?

Oggi metterò a confronto due artiste note del panorama musicale che si sono avvicinate ai social network in punta di piedi. Ma di chi stiamo parlando?

Non l’avete ancora indovinato? sono Arisa e Noemi, due cantanti/giudici di due noti talent show italiani, il primo XFACTOR il secondo THEVOICE. Non mi interessa il loro percorso artistico, non sono una critica musicale, ma vorrei capire come si muovono su Twitter.

Iniziamo con Arisa, che registra 40 following e più di 160.000 followers. I suoi tweet sono : “da conversazione al bar” confidenziali, tranquilli e personali. Ad esempio quello del 14 marzo dove afferma: “Traumatico risveglio, evitatemi per un oretta”.

arisa 2

Raccoglie nel suo profilo molti video musicali (Fiona Apple, Bronski Beat) ed interagisce spesso con l’account @XFactorFansite_

Grazie a TweetReach notiamo come si dedichi più attivamente ai reply che ai RT.

noemi2

Noemi in contro tendenza alimenta il suo account con tutte le news relative al programma TheVoiceItaly. Pubblica in media ogni due giorni e segue 74 soggetti, i followers superano i 40.000 e si fanno sentire!

Ultimamente Noemi utilizza l’hashtag #pigiailbottone (i giudici selezionano gli aspiranti artisti spingendo il bottone) Interagisce anche con i suoi fan come @alessandraRoma5 e si dedica principalmente ai RT.

Queste due star italiane dovrebbero seguire due piccoli consigli:

1) Dare continuità al piano editoriale (pubblicare ogni giorno e condividere dei contenuti interessanti, i backstage insomma tutti quei momenti che incuriosiscono l’utente)

2) Seguire più persone, un disequilibrio tra i followers ed i following non è mai cosa gradita

E voi che ne pensate?

Pazzi per il Mobile!

Dagli ultimi dati presentati durante lo Iab Seminar è arrivata una notizia bomba “Aumentano gli utenti che navigano in internet via mobile”. Ebbene sì non possiamo vivere senza uno smartphone e lo ammetto anche io sono caduta nella trappola!

Ma perché è così comodo accedere al web attraverso il telefonino?

Ecco qualche idea:

– Permette di controllare la posta elettronica (sto aspettando la risposta di un cliente e posso immediatamente verificare se l’ho ricevuta)

– Hai la possibilità di pubblicare lo status su Facebook o un tweet su Twitter

– Sei in grado di cercare e scoprire ciò che esiste intorno a te

Oggi uno smartphone ha un costo super accessibile, insomma è un lusso alla portata di tutti ed attraverso Android e Ios (i sistemi operativi) ci permette di fare tantissime cose:

– Selezionare il ristorante più vicino

– Leggere le recensioni degli altri utenti

– Utilizzare il QR code per reperire ulteriori info

– Diventare una star (es. Forsquare)

– Risparmiare tempo

Copyright abr.io


Copyright abr.io

Facciamo un esempio, il signor Mario Bianchi (identità del tutto inventata) si trova in una cittadina della toscana per un week end di relax e vorrebbe offrire una cena alla sua compagna:

1) Non ha le pagine gialle con se e neanche una guida turistica della città

2) Ha appena comprato un telefonino, allora decide di utilizzare l’app Near me Now di Google per trovare il ristorante più vicino

3) Legge qualche recensione online (per assicurarsi che sia un posto vegetariano, la sua compagnia non mangia carne)

4) Trova il numero del ristorante, dopo chiama e infine prenota

Questo percorso è semplice, veloce e soprattutto di appeal per un’azienda che opera nel settore turistico.  Oggi si può orientare il viaggio virtuale dell’utente facendosi trovare all’interno di queste applicazioni, puntando al ludico oppure dandogli un palcoscenico su cui mostrarsi.

I costi si abbassano utilizzando queste app e soprattutto si fa una pubblicità velata che punta all’engagement!

Un esempio di app di successo è Forsquare, ecco qualche informazione sul suo funzionamento:

1) Segnalate la vostra presenza geografica

2) Effettuate il check in ( es.”I’m at Choco Cult Milano!”)

3) Realizzate una mini recensione (“Questa cioccolata calda è un elisir per l’anima!”)

4)Condividete sui social media

Perché è utile interagire con l’utente attraverso questa app? perché con il “gioco” posso ottenere visibilità e fare new business (nuovi clienti nel mio hotel).

Le incredibili sfaccettature delle Digital Pr

Qualche giorno fa su skype ho avuto una conversazione interessante con una persona che come me affronta ogni giorno i paradossi dell’era 2.0.

La persona di cui vi sto parlando è un’account executive per un’agenzia di comunicazione specializzata in un settore tosto, quello pharma. Il tema della chiaccherata era come far convergere un basso budget ad un’azione potente di digital pr (+click, +visualizzazioni e visite al sito dell’azienda).

Copyright:

Copyright: doggyloot dog lovers

Partiamo dalle basi, e vediamo insieme i 10 comandamenti delle digital pr:

1) Le digital pr non sono uno strumento per generare spam nelle caselle di posta altrui;

2) Se vuoi una cosa la paghi, non si può pensare che con 500 euro si possano ottenere 100 redazionali online (utopia del 3 millennio);

3) Prima di comunicare qualcosa bisogna sapere di che cosa si sta parlando (documentatevi);

4) Alcuni settori sono delicati, ad esempio il mondo Pharma, se dico qualcosa in modo poco chiaro creo del buzz negativo che danneggia il brand;

5) I blogger del mondo salute sono una piccola percentuale rispetto ai portali specializzati

6) se si punta ad un testing di prodotto allora bisogna credere fortemente in quel trattamento

7) Una strategia di comunicazione ha più forza se include anche un’attività di ufficio stampa, aree come: finanza, mercato immobiliare, pharma ecc hanno bisogno di un cuscinetto di pubblicazioni tradizionali che generino affidabilità attorno al marchio

8) No ai tecnicismi, non riempite il comunicato stampa di termini incomprensibili

9) Non illudete il cliente dicendo: “Avrai 50 redazionali in due mesi” perché credetemi non succederà se l’azione pr non sarà accompagnata da iniziative speciali (open day, press day, eventi, pubblicità offline)

10) Provate ad aprire un profilo social, ad esempio Twitter, seguite coloro che parlano di un certo tema e soprattutto comunicate le news e condividete (+ sano WOM).

Ora tocca solo a voi. GO!

Due agenti 007: La Dem e la Newsletter

Qual è la prima cosa che fai al mattino quando navighi con lo smartphone?

E’ per caso controllare la tua casella di posta?

Ebbene sì la mail è ancora uno degli strumenti più gettonati e richiesti nel marketing. Molti la davano per spacciata con l’arrivo dei social network, invece a sorpresa registra una crescita costante.

L’e-mail è un luogo privato dell’utente, un’area dove vengono raggruppate delle comunicazioni personali e professionali  (es. io sono una grande lettrice di oroscopi, e ogni mattina apro la newsletter di Vanity per leggere i consigli di Capitani).

Lo sapevate che esistono due tipi di E-mail Marketing? eccole:

La Dem (Direct E-Mailing) lo strumento maggiormente focalizzato sulla vendita e le conversioni , è quella dal tocco più “commerciale”;

La Newsletter propone dei contenuti ad hoc rispondendo agli interessi dell’utente, punta principalmente alla costruzione di una relazione di lungo periodo (fidelizzazione).

Se siete un’azienda che vuole dei risultati immediati allora vi suggerisco di utilizzare la Dem.

Ecco qualche utile consiglio:

1) Reperite un elenco degli indirizzi mail da un fornitore esterno che verrà pagato in una delle seguenti modalità:

– CPM (costo per mille) la forma più famosa;

– Pagamento a Performance (vengono conteggiate le conversioni ottenute)

2) Fate in modo che la vostra Dem arrivi nella casella di posta in arrivo e non nell’area SPAM. Sfortunatamente il 20% circa dei messaggi vengano bloccati dai filtri antispam.

3) Inserite un indirizzo mail del mittente chiaro e riconoscibile ed un oggetto che spinga all’apertura della mail e dia un assaggio del contenuto;

4) Il contenuto deve essere leggibile e graficamente gradevole. Spesso alcuni client di posta non permettono l’immediato download delle immagini al momento della lettura, in questo caso la nostra Dem dovrà essere efficace anche solo avvalendosi della parte testuale.

Copyright Istockphoto

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E la newsletter a che serve? E’ lo strumento ideale se cercate il dialogo con il vostro utente.

Ecco qualche indicazione:

– Recuperate gli indirizzi e-mail  nei: database aziendali, dai feedback raccolti post fiera/evento e dai biglietti da visita.

– Ricordatevi che l’indirizzo e-mail è un dato personale ed è protetto dalla legge (D.lgs 196/03).

Per rispettare a pieno la normativa sulla privacy bisogna:

– Non utilizzare indirizzi e-mail trovati in rete

– Acquistare un Elenco Categorico (si trovano divisi per area merceologica e geografica);

Inviare al destinatario l’informativa sul trattamento dei dati personali (li avvisiamo che a breve riceveranno delle comunicazioni commerciali)

– Il destinatario deve effettuare il clic per autorizzare la comunicazione (OPT IN)

–  Deve esserci sempre la possibilità per l’utente di cancellarsi

– Mettere in primo piano (sul sito ufficiale e nei social network) i moduli di registrazione alla newsletter

L’azienda dovrà verificare in caso di registrazione se l’indirizzo e-mail è valido (click di conferma), chiarire le finalità della comunicazione e mettere a disposizione un’anteprima di quello che riceverà infine profilare l’utente e così arricchire il database.

La newsletter di Vanity Fair

La newsletter di Vanity Fair

Vuoi farti conoscere? punta su Google AdWords

In passato le aziende per farsi conoscere ed avere un pò di visibilità utilizzavano i canali tradizionali come: stampa, radio e tv, oggi con l’arrivo del digitale i giochi sono cambiati ed i costi pure (low budget).

Nel ventunesimo secolo se non fai pubblicità su Google sei OUT, il famoso motore di ricerca unisce due delle caratteristiche più importanti per una società: bassi costi e una forte vetrina internazionale.

Bastano pochi minuti per realizzare un annuncio e caricarlo online, gli effetti sono sorprendenti.

Ad esempio un nuovo b&b appena aperto desidera conquistare i primi clienti, come potrebbe procedere?

La risposta è Google Ad Words una piattaforma messa a disposizione dal motore di ricerca più famoso per pubblicare degli annunci che attirino (pull) il navigatore nella nostra landing page di riferimento (es. sito, e-commerce).

Esempio di Google Adwords by Zalando

Esempio di Google Adwords by Zalando

Ecco qualche consiglio su come realizzare un annuncio di Google AdWords:

– Nel titolo includete delle parole chiave efficaci (ricordate max 25 caratteri)

– Spingete l’utente all’azione e puntate alla brevità

– Inserite un adeguato url di visualizzazione che non superi i 35 caratteri

– Fate in modo che l’utente segua un percorso virtuale ben preciso (volete incrementare le vendite delle vostre calzature, allora orientate il navigatore in quella sezione)

Monitorate la campagna utilizzando gli indicatori di performance PPC.

Ok ora tocca a voi e come si dice: Tentare non nuoce! 😉