Gettone Sì Gettone No

Iniziamo con il definire la parola Gettone, non stiamo parlando delle vecchie monetine per le cabine telefoniche, ma del compenso previsto per le blogger o influencer della rete.

Molto spesso il rapporto di fiducia tra una pr ed una blogger si rompe o diviene fragile a causa di questa singola parola, perchè? Cerchiamo di capirlo insieme.

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Dopo alcuni anni nelle pubbliche relazioni ho individuato due tipi di Blogger, eccoli

I FURBONI & I PROFESSIONISTI

Iniziamo con l’identikit dei furboni, di solito sono dei blogger molto sicuri di sè, degli ottimi scrittori, non perdono tempo e arrivano subito al punto. Sono dei referenti esigenti, che spesso dimenticano l’importanza delle pubbliche relazioni a favore dei compensi economici. E’ quella persona che appena gli mandi un comunicato e cerchi di coinvolgerla/o all’iniziativa ti risponde con frasi di questo tipo: “Il mio post costa 80 euro, se vuoi ti mando il mio listino prezzi”.

Il secondo gruppo è il mio preferito e posso dire che rappresentano un buon 60% della categoria.

I professionisti sono dei blogger di vecchio stampo, hanno creato il blog perchè raccolgono all’interno degli interessi e cercano una vetrina per mostrare il loro talento. Queste persone si appassionano ad ogni attività pr e sanno che se nasce una collaborazione attiva con un marchio, l’azienda prima o poi le ricompenserà. E’ gente affidabile, che lavora duramente e che secondo me tra qualche anno avrà delle ottime prospettive di carriera.

Perchè ho diviso i blogger in queste due categorie? prima di tutto per educare, alcune pr evitano di contattare questi autori della rete un pò per soggezione, un pò per scoraggiamento (non tutte le agenzie pr hanno miliardi da investire nella comunicazione online e non possono pagare 100 euro un post). Se i blogger vogliono avere quel fatidico salto di carriera devono evitare questi due atteggiamenti:

1) Parlare di soldi alla prima e-mail (non mi conosci, ti mando il comunicato stampa, prima leggilo e cerca di capire se vuoi seguire un progetto del genere, poi appena avrai attivato una sana collaborazione richiedi un meritato compenso).

2) Partecipare agli eventi e atteggiarsi da Mangiapanini, cioè prestare poca attenzione all’iniziativa e puntare agli omaggi o al catering

Con questo post non voglio fare delle generalizzazioni, ma è importante conoscere che cosa c’è nella blogosfera di oggi.

Spero di dare il via ad un dibattito sano e costruttivo che aiuti tutti i professionisti: Pr e blogger.

Twitter: #politica #quirinale

Qual’è il social network più adatto per parlare di politica? Twitter!

Questo nuovo strumento di comunicazione che punta alla sintesi (140 caratteri), negli ultimi giorni si è focalizzato su un tema in particolare, l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. L’hashtag utilizzato per far convergere i tweet verso questo tema caldo è #quirinale.

Se nella barra di ricerca digitate l’hashtag che vi ho appena indicato ecco che saltano fuori tutti i commenti più esilaranti e avvincenti della rete leggiamone insieme qualcuno:

SCANZI

tELESE

Poi arrivano i tweet neutri, che danno un’idea di quello che succede ma che non mostrano un vero e proprio sentiment

Boldrini

SKY

wired

Perchè è utile usare Twitter? mettiamo il caso che siete impegnati in un viaggio di lavoro e che non avete il tempo di seguire i Tg o di leggere un quotidiano, questo social network in poche righe vi da le informazioni necessarie, cerca a volte di sdrammatizzare degli argomenti pesanti e critici ed è sempre aggiornato.

Quando è successa la tragedia di Boston alla maratona, io l’ho saputo quasi in real time, ho letto un tweet di Will Smith e sono venuta a conoscenza dell’episodio drammatico.

Con questo non voglio trasformavi in Tweet Dipendenti, però riconosco i vantaggi e le potenzialità di questo mezzo, è un pò come quando prima la mattina si correva in edicola per leggere le news, oggi basta stare a casa avere una connessione ed il gioco è fatto!

Il fenomeno dei Food Blogger

Oggi vorrei parlarvi di un mondo che seguo con sempre più interesse, quello dei Food Blogger, vi consiglio di leggere questo post dopo pranzo o cena se no sarò la causa di tanta acquolina in bocca 😉

Chi sono i Food Blogger? spesso si tratta di golosi, curiosi e sperimentatori della cucina, passano buona parte del loro tempo tra i fornelli e mostrano il risultato del loro lavoro online!

In rete di frequente si parla del fenomeno delle fashion blogger, di come queste ragazze dal viso pulito mostrino ogni giorno degli stili sempre nuovi ed intriganti, secondo me il vero boom mediatico degli ultimi anni è da ricercare tra gli appassionati di cucina.

In televisione tra Gordon Ramsey, Masterchef, la Prova del Cuoco e la sister Parodi siamo circondati da consigli, ricette, sapori e tecniche di cottura innovative. La rete non può rimanere in silenzio ed in secondo piano, e i blog dedicati al mondo della cucina si stanno triplicando a vista d’occhio.

Mi permetto di suggerirvene tre:

untoccodizenzero, rappresenta la categoria dei professionisti, chef consapevoli delle loro potenzialità che ogni giorno mostrano dei piatti contaminati da ispirazioni etniche. L’autrice di questo blog è Sandra Saladino che dichiara: “Trovo che cucinare per qualuno sia un pò come donare una parte di noi ogni volta”;

foodografia, non è un blog ma una galleria d’arte, ogni post mostra delle foto stupende dove i piatti prendono vita e ti catturano. Alessandro l’autore associa l’estetica del cibo con quella dei dipinti. E come dice David Hume “La bellezza delle cose esiste nella mente di chi le osserva”

essenzadivaniglia, un blog adatto ai neofiti della cucina, se si leggono attentamente le ricette si trova un pò di amore della scrittrice Laura (es. associa una ricetta pasquale ai ricordi da bambina e alla nonna) e tante dritte salva cena!

I food blogger sono la parte più bella e creativa della rete, con semplicità e forza mostrano ogni settimana come una  portata possa lasciare un segno indelebile nella pancia e nella mente di ogni utente. Questi opinion leader sono una grande risorsa per tutte quelle aziende che operano nel settore alimentare, sono ancora poche le collaborazioni digital tra il mondo business e quello 2.0. Mi auguro che nel futuro possano nascere dei progetti che raccontino una nuova dimensione del food, più “Pop” e dunque adatta a tutti.

Do you know SMK?

Quando si parla di Social Media Marketing bisogna immaginare un enorme cerchio,  perché niente è  prevedibile in rete. L’utente genera del passaparola e questo va a contaminare la reputazione del brand ed a formare nuovi contenuti (co-creazione).

Gli individui condividono degli interessi, cercano in un prodotto e in un servizio un valore aggiunto e schivano tutto ciò che è “puramente commerciale”.

L’azienda oggi deve veicolare dei valori vicini al cliente off e online

Analizziamo insieme gli step della strategia:

–      Monitoraggio: ascoltare gli utenti e le loro conversazioni online. Grazie alle persone possiamo capire il livello di gradimento e rendere il nostro prodotto e/o servizio vincente!   E’ anche molto utile analizzare il comportamento degli utenti in rete attraverso GOOGLE ANALYTICS es: Chi visita il mio sito? Quali sezioni vengono visualizzate maggiormente? Quanto dura la navigazione?

–       Definizione degli Obiettivi: ora che sappiamo quali sono le nostre performance online e le aree da migliorare possiamo identificare dei focus: ottimizzare le prestazioni del customer care, chiarire le schede informative sui prodotti al fine di evitare ambiguità ecc

–      Strategia: è il perfetto equilibrio tra creatività (le nostre idee) e  interazione (engagement). Generare delle attività ludiche o che semplicemente permettano all’utente di vivere un’esperienza.

–       Presidio: quali luoghi occupare? (aprire un account su Facebook, Twitter o Linkedin), tutti gli aspetti operativi (chi fa che cosa).

–       Analisi dei feedback: siamo riusciti a comunicare ciò che volevamo nel modo corretto? Il cliente è soddisfatto? Abbiamo registrato degli spunti utili per il futuro?

E’ tutta una questione di numeri?

Ieri durante le mie ricerche online ho trovato un articolo interessante firmato da Antonio Lupetti (una fonte autorevole nel settore digital) dove si affrontava un argomento tosto, quello dell’acquisto da parte di molte aziende di followers Twitter Fake!

Questo business che io definirei “Malsano” genera dei profitti inaspettati (si stima un giro di affari tra i  40 e i 360 milioni di dollari), questi numeri mi lasciano senza fiato e mi portano a fare un pò di valutazioni.

E’ da un pò di anni che lavoro nel settore (web/social) e ogni volta i contenuti vengono sminuiti e messi all’angolo a favore dei numeri, delle valutazioni quantitative.

Facciamo un esempio: apro un profilo Twitter per un cliente, lo personalizzo graficamente al fine di generare empatia verso gli utenti ed inizio settimanalmente a veicolare delle news carine ed a sollecitare interazioni (Reply+ RT. Sappiate che la crescita dei follower su questo social network è lenta,  ma se i contenuti sono validi i risultati arriveranno. Ipotizziamo che dopo 6 mesi di duro lavoro ottengo 300 followers ed un mio competitor ne registri 3.000, ho fallito io o ha sbagliato lui?

Bella domanda, non si può sapere se il mio concorrente abbia acquistato dei profili falsi anche perchè alcuni di questi sono molto simili a degli account privati (attivi e interattivi), però posso notare dai contenuti veicolati se c’è attenzione e sensibilità a delle tematiche in particolare, se vengono seguiti con interesse degli opinion leader.

Sono della filosofia: “Meglio pochi ma buoni!” meglio optare per pochi followers all’inizio e crescere lentamente sharando degli articoli cool, piuttosto che correre a raggiungere dei traguardi numerici per poi avere (avviene spesso) una fase di stallo e di saturazione. Non credo che un’azienda desideri dei seguaci fake che non contribuiscono alla generazione di un servizio sempre performante oppure che non diano degli advise su come migliorare un prodotto, no?

E voi che cosa ne pensate?

L’importanza di chiamarsi Twuffer!

Oggi voglio darvi qualche piccola informazione su Twuffer una dashboard “Salva giornata” per il community manager.

Chi fa il mio mestiere sa bene quanto sia importante e prezioso il tempo a disposizione, molto spesso ti trovi a dover gestire più account contemporaneamente tutti accomunati da un solo obiettivo, divulgare dei contenuti intriganti! Ma come possiamo diffondere dei messaggi interessanti in orari extra job? (ad esempio quando siamo a cena con gli amici).

Ecco che entra in gioco Twuffer! Basta accedere con il profilo twitter ed il gioco è fatto.

twuffer

Ma quali sono i primi steps obbligatori:

1) Definire i settings (le impostazioni) tra cui la fascia oraria di riferimento (nel mio caso Roma)

2) Iniziare la programmazione dei tweet

a) Compilare la sezione Type your tweet, b) impostare ora e giorno c) controllare che il vostro messaggio sia stato caricato nella sezione dashboard!

Potete verificare in qualsiasi momento lo stato della programmazione e non appena avrete messo online il vostro messaggio, questo sarà ospitato nell’area sent tweet!

Facile no? 😉