150 anni di grandi successi: Bayer

Ogni tanto ho la fortuna ed il privilegio di partecipare a degli eventi corporate che lasciano il segno, uno di questi è stato l’anniversario Bayer. La famosa casa farmaceutica nota a molti per l’ideazione dell’aspirina nel 1899 ha compiuto 150 anni. Un percorso lunghissimo dove la scienza, le attività benefiche e le risorse umane hanno la meglio.

Questa azienda made in Germany ha capito subito due elementi: valorizzare i giovani e motivarli per crescere insieme (continuano le assunzioni e gli stage anche in tempi di crisi come questi), portare l’innovazione ovunque anche in quei territori dove l’analfabetizzazione è elevata.

Martedì 28 Maggio durante l’incontro abbiamo ascoltato le parole emozionate dell’AD e osservato da vicino i capolavori di una mostra interattiva pensata per grandi e piccini dove “il learning” diventa protagonista. Uno del team Bayer ci ha segnalato come l’azienda operi nella: agricoltura, oncologia e architettura.

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Un luogo dove usare i sensi e indovinare le profumazioni di frutta e verdura

Press

Parla l’AD di Bayer

Mi hanno colpita due informazioni:

L’emofilia, la conoscete? è una malattia che non permette la coagulazione del sangue ed è frequente nei bambini, Bayer ha creato un farmaco che riesce a dare speranze a tutti coloro che soffrono di questa patologia.

L’oncologia (un mondo che a me mette sempre un pò di ansia), è uno degli ambiti di eccellenza di Bayer. Mi fa stare meglio sapere che una multinazionale non si arrenda al primo ostacolo, che tutti i ricercatori operino ogni giorno per migliorare le nostre vite e spesso a salvarle.

Durante l’incontro ero in compagnia di alcune amiche blogger e insieme su Twitter abbiamo cercato di dare risonanza all’evento. La comunicazione online potrebbe mostrare tutti i retroscena stupendi di questa azienda, portare quei know how a chi non ha le possibilità economiche e ampliare la grande famiglia Bayer.

Se desiderate seguire Bayer su Twitter ecco le info:

Cercate (Bayer AG) @Bayer

Voglio essere chiamato Community Manager

Oggi ho pensato di dedicare un pò del mio tempo ad un tema scottante e un pò provocatorio. Da un pò di anni ho aperto un profilo su Linkedin, un new media che davvero può darti un grosso aiuto nella job search. Che cosa ho notato? c’è un diffuso sbandieramento di know hows che non si posseggono.

Molti blogger hanno aperto il proprio blog per varie ragioni (personali, di business ecc), alcuni di loro sono davvero forti: scrivono bene, danno degli advise eccellenti e mostrano una completa dedizione verso una particolare area di riferimento. Alcuni di questi blogger però cercano di arrivare in aree differenti, propongono su Linkedin dei cv dove la parola digital pr o community manager è banalizzata, indebolita.

FotoSketcher - urla

Copyright: 2.bp.blogspot.com

In ogni lavoro sono fondamentali le competenze, un blogger che ha lavorato qualche anno in un’agenzia di comunicazione social può tranquillamente farsi chiamare Community Manager, ma uno che parla di rossetti, fitness per hobby e ha gestito una fan page di un amico per ricambiare ad un favore non può arrivare a tanto…

Mettiamo il caso che una domenica mi dedichi alla cucina (una delle mie grandi passioni), pubblico una foto della torta appena sfornata su Instagram  e poi che cosa faccio? inizio a inserire nel cv le parole: “Chef” o “Esperta di dessert”?. Direi di no, è un modo per ridicolizzare me stessa  perchè vendo una competenza non mia che inevitabilmente rovina il mercato del lavoro.

Di frequente mi capita di incontrare molta ottusità, tante persone quando sentono parole come: “Social media” “blog” ecc pensano che passi il mio tempo a non fare nulla. Questo è ingiusto, ho fatto anni di gavetta e lavorato ore e ore davanti ad un pc e oggi posso dire di essere una digital pr o un’esperta di comunicazione online, come pensate possano reagire delle aziende che si imbattono in un cv di un community manager improvvisato?

1) Banalizzano ancor di più il mio lavoro

2) Pensano: “Perchè dovrei pagare qualcuno per amministrarmi la fan page quando lo può tranquillamente fare mia nipote!”

E voi che ne pensate in merito?

Video sharing: qualche consiglio utile

Negli ultimi anni abbiamo assistito al boom dello streaming, il M5S lo usa in ogni sua azione politica per dichiarare con maggiore forza il concetto di “Trasparenza”, le ragazzine  sognano il palcoscenico e allora decidono di cantare a squarciagola le canzoni famose spesso storpiandole, gruppi di persone riprendono i loro raduni con una videocamera solo per poter affermare: “Ok io ci sono”.

Il ventunesimo secolo è caratterizzato da questo mood in stile “Grande Fratello” dove tutti vogliono dire qualcosa davanti ad una telecamera e spesso si da poca attenzione ai particolari e alla decenza.

Di frequente alcuni direttori marketing mi domandano: “Ehi che ne pensi se aprissimo un canale su Youtube?” a questo interrogativo potrei rispondere in mille modi, ma per voi cercherò di fare un piccolo abstract degli strumenti social utili e imperdibili e degli elementi che un video DEVE assolutamente possedere.

Vimeo: home page

Vimeo: home page

Canale ufficiale Mutti: personalizzare il profilo

Canale ufficiale Mutti: personalizzare il profilo

Vimeo o Youtube?

Il primo è un social network che io adoro (ok sarò di parte), la qualità dei video è eccellente, hai un pubblico internazionale, tutti dialoghiamo nello stesso modo “English please” e soprattutto trovo le interazioni più vere e spontanee. Questo nuovo media è consigliabile a quelle aziende che operano in mercati BTB non BTC ad esempio un’azienda di design.

Youtube invece ha una forte audience, la maggior parte degli artisti improvvisati si ritrovano qui, c’è una facilità d’uso innegabile, una lavorazione grafica necessaria se apri un profilo corporate e la costante interazione con canali simili per genere (stesso mood).

Ma che cosa accomuna entrambi i new media?

– Funziona la rapidità, mai caricare dei video di 4-5 minuti, sono troppo lunghi e il livello di attenzione cala inevitabilmente

– Mostra il tuo carattere: la personalità prima di tutto (usa la grafica, il montaggio per delineare la tua identità)

– Attenzione al titolo, questo incide nell’indicizzazione google (SEO) scegli poche parole, ma chiare

– Non vendere per forza qualcosa, agli utenti non piace il video troppo markettaro

E voi siete su Youtube o su Vimeo? Se sì lasciateci nei commenti il vostro url che corriamo a dare un’occhiata 😉

TweetStats: monitora il tuo account

Oggi vi parlerò di una dashboard davvero utile se utilizzi Twitter per lavoro o per piacere, si chiama TweetStats. Già dal nome riusciamo a capire qualcosa, si parla in primis del famoso social network dove i cinguettii prendono vita e vengono finalmente raccolti in statistiche.

La prima cosa da fare se volete capire come si muovono i vostri RT e REPLY, se desiderate conoscere le parole che usate di più e gli hashtag che hanno lascitao il segno è di andare sul sito http://www.tweetstats.com/.

TweetStats

Nella home troverete uno spazio che vi dice: Enter Your Twitter Username, inserite il vostro nick name, nel mio caso ricciolo81, da lì si aprirà una schermata ricca di grafici, vediamoli insieme.

1) Tweet Timeline: ti dice il livello di attività del tuo profilo, grazie alle date puoi sapere se un giorno sono stati pubblicati più o meno tweet di quelli che ti aspettavi. Se clicchi direttamente sull’istogramma avrai un dettaglio accurato che ti mostra i reply, i retweet, le interazioni più efficaci, gli orari in cui ti sei mostrato più interattivo ecc

2) I Replies to e Who you Retweet, mostrano la tua audience, a chi ti rivolgi, chi segui con maggiore intensità

3) Nella Interface used ti dice da dove provengono le tue news, da Linkedin? da WordPress? ecc

4) Non dimenticate la sezione delle cloud, qui potrete scoprire quali sono le parole più usate e gli hashtag che vi hanno conquistato nel mio caso #domaninonpossomorireperchè 🙂

Perchè è utile questo strumento 2.0?

– Perchè aiuta il community manager a concentrare le forze su alcune tematiche piuttosto che altre

– Ti mostra chi sei in rete, come interagisci e soprattutto cosa devi migliorare (orari di pubblicazione)

La prova è altamente consigliata 😉

Detto con il cuore: un progetto che emoziona!

Ieri ho avuto l’onore di organizzare insieme a Breathing una nota agenzia di Field Marketing un evento speciale dedicato alle mamme. Infatti all’Harbour Club di Milano io e il mio piccolo esercito di Spark 3.0 abbiamo accolto le giornaliste e le mamme digital. I sorrisi e le risate non sono assolutamente mancati, ora vi chiederete ma qual’è sarà il motivo di questo super incontro? Un progetto editoriale intitolato: “Detto con il cuore” dove ogni madre diventa scrittrice, racconta qualcosa di sè, le insicurezze e paure che spesso saltano fuori all’improvviso e ti fanno sentire inadeguata. L’obiettivo è permettere a tutte le mamme di diventare scrittrici e di fare così anche una buona azione (una parte dei proventi del libro andrà a favore della fondazione Ariel),

 

Cop+Bepa_(1)[1]

Come partecipare all’iniziativa?

Mandate la vostra storia al sito http://www.mammaraccontati.it entro il 30 Settembre una commissione capitanata dalla super Francesca Valla (la famosa tata della tv) selezionerà i top racconti e ne permetterà la pubblicazione.

Colgo l’occasione per ringraziare tutte le ospiti di ieri che anche con un temporale spaventoso e mille problemi ai mezzi pubblici ci hanno raggiunte! Un abbraccio!