Le Review sono un’opportunità o un pericolo?

L’argomento del giorno sono le review, cioè dei post/articoli online che parlano di un prodotto e ne sottolineano pregi e difetti.

Molto spesso mi sono occupata di contattare le giornaliste online e le blogger per ottenere delle recensioni utili al brand. Parlare di un trattamento non è una cosa semplice, ci vogliono competenze, nozioni tecniche e una buona capacità di scrittura.

Di solito i prodotti più adatti per sollecitare delle review sono i cosmetici o i trattamenti di parafarmacia. Questi piccoli oggetti vengono analizzati nei minimi dettagli dalla blogger che deciderà se parlarne bene oppure no.

write fumetto

Copy: myblankpaper.com

Quando un’azienda decide di attivare una strategia di testing deve prima mettere in conto 3 elementi:

1) La blogger non segue le regole imposte dal marketing;

2) I prodotti devono essere di qualità elevata, se sai che la tua body lotion profuma di corno bruciato lascia perdere rischieresti un WOM negativo;

3) Non prendere le critiche come una guerra personale, ma come un’opportunità di crescita!

Ho notato che alcune blogger quando noi pr chiediamo la lettura della bozza, si spaventano e pensano: “Ecco che arriva la CIA e ci leva la libertà di parola!” , attenzione le digital pr sanno che la spontaneità è  uno dei valori imprescindibili del web e non vuole una review fuffa o ridicola.

La lettura della bozza serve a:

1) Capire lo stile della blogger in questione

2) Controllare eventuali diciture tecniche (sono obbligatorie e tipiche delle multinazionali)

3) Individuare dei dubbi (sugli ingredienti del trattamento, sull’applicazione) e fornire assistenza.

Regola per le giovani blogger: una buona review ha bisogno di equilibrio e professionalità, non accettate di recensire dei prodotti da uffici stampa che pretendano tagli ai post, cancellazioni di commenti, anche perché questa si chiama “Censura!”

Twitonomy una dashboard da ricordare

Eccoci di nuovo per un intenso lunedì, di solito in queste giornate si affogano i pensieri negativi in una tazza di caffè, invece di una dose di caffeina io vi somministrerò un pò di sano hitech! Spero non rimaniate delusi 😉

Il community manager  crea una sinergia perfetta tra la creatività (ideazione dei post/tweet) e l’analisi quantitativa (ho lavorato bene?). Twitonomy in questo caso “Casca a fagiolo”, sto parlando di uno strumento utile per capire le performance di un profilo Twitter e identificare così le aree di miglioramento.

dashboard giugno jpg

Il mio twitter profile @ricciolo81

Osserviamo qualche parte insieme:

Sezione Profile:

Qui trovate una piccola box dove potete consultare i seguenti dati:

– totale dei tweet pubblicati

– la media di pubblicazione (nel mio caso 1.67)

– la media delle interazioni (il livello di engagement)

– Quanti link ho condiviso (ricerca di informazioni)

– Indica il numero di RT e Preferiti (sono un influencer?)

– Quanto ho RT, Interagito e usato gli hashtag

Appena sotto c’è un’area più qualitativa dove possiamo capire chi sono gli utenti più attivi, i tweet di maggiore successo, i giorni e gli orari relativi alla pubblicazione.

Un’altra sezione che vi consiglio di guardare è la “Mention & Rts” potrete osservare il livello delle interazioni, la popolarità raggiunta, i miei influencer (gli utenti più autorevoli), il livello dei retweet e la gelocalizzazione delle mentions (visibili su una mappa).

Questa dashboard vi aiuterà nella gestione del profilo twitter, vi farà capire se un tweet effettivamente ha avuto successo per la vostra capacità editoriale o per l’aiuto di qualche amico forte sul WOM 😉

Se masticate un po’ di inglese vi consiglio questo articolo di approfondimento: http://bit.ly/WqfcUU

Provatela e fatemi sapere

La falsa leggenda del: “Poca Spesa e Molta resa”

Già dal titolo qualcuno avrà capito l’argomento del giorno. Vi stupirò affrontando due tematiche per me cruciali: 1) La mancanza di specializzazione nel mercato del lavoro 2) Il blog come easy learning.

Come vi avevo già accennato qualche settimana fa, lavoro nel mondo web da ormai 4 anni e so riconoscere le competenze in un secondo. Il mercato digital è forse uno dei pochi in crescita, le aziende BtoB e BtoC fanno a gara per attivare una strategia online e ottenere con un piccolo investimento il raddoppio delle vendite annuali.

Molte aziende contattano gli uffici stampa per richiedere dei preventivi di comunicazione online e non sanno che questi due mondi sono molto distanti tra loro, sia per linguaggio, per strumenti e soprattutto per impatto nella brand awareness.

La settimana scorsa chiacchierando con due amiche ad un certo punto ci siamo rese conto di come la specializzazione fittizia sia in auge, aspiranti fotografe che realizzano un sito e si fanno chiamare “Project leader” o “Product Manager” (è inglese e fa figo anche se non ne conosce il significato), junior pr che si buttano nella pianificazione adv online e vanno alla ricerca di consulenze gratuite “Mi dici come si fa?” oppure provano a contattare le blogger pensando: “Queste mi diranno tutte di sì”.

job

Avvicinarsi al web senza possedere le competenze adeguate è sbagliato, io prima di realizzare una campagna di google adwords ho letto dei manuali ad hoc ed ho fatto una prova. L’esperienza, l’umiltà e soprattutto la ricerca continua e l’apprendimento ti permetteranno di lavorare al meglio e di combinare meno guai.

Il problema di oggi è che le aziende dicono di avere pochi soldi da investire (per alcune è vero, altri mentono quando affermano che la crisi li sta rallentando e magari hanno appena regalato ai clienti dei pacchetti vacanza) e allora piuttosto che collaborare con un competente si avvicinano agli improvvisati del web ottenendo: scarsi risultati e grosse delusioni.

Ho anche notato che molti aspiranti community manager e digital pr leggono i blog di settore per ottenere un learning veloce, ragazzi credetemi non è la soluzione più adatta!

Mi permetto di darvi qualche consiglio in merito:

1) Che cosa vuoi fare da grande? (sembra una domanda stupida, ma è importante capire quali sono le nostre aspirazioni e dove si concentrano le nostre potenzialità)

2) Ti piace il web? Leggi i blog, e i manuali di settore?

3) Sei presente sui social network come ghost o scrivi anche? Molti dicono: “Sono su Twitter” ma poi scopri che l’ultima pubblicazione risale al 2012..

4) Come sei arrivato a fare il community manager? (il boss mi ha detto di farlo per 4 euro in più, mi annoio con i giornalisti e allora ho trovato il mio hobby…)

Questo post ci fa capire come spesso non si sa che cosa si vuole da una professione e si generano solo guai vagando alla cieca.

Credi in te stesso e soprattutto se hai una laurea in giurisprudenza per l’amor del cielo fai l’avvocato non il digital Pr.

Alla prossima! Ps. Grazie a tutti siamo a 200 commenti  🙂

Il boom delle Mamme 2.0

La blogosfera è un luogo che ospita differenti personalità, tematiche interessanti utili alla collettività.

Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita considerevole dei blog focalizzati sul mondo: maternità, prima infanzia ed educazione. Molte mamme della rete hanno deciso di dare sfogo ai propri pensieri su un foglio html e interagire con altre donne simili a loro per capire: dove hanno sbagliato o anche solo per staccare la spina dai deliri moderni.

Essere madri oggi non è facile, le tensioni, le aspettative, le paure sono sempre tante e a volte basta anche una parola di conforto per trovare sollievo. Un blog è come una seduta dallo psicoterapeuta, racconti della recita scolastica che ti ha annoiata a morte, o delle battute infelici delle tue vicine di casa quando ti hanno vista con il pancione e poi ti senti super rilassata e ottimista.

foto maternità7

Copyright: zuzapixphotography.files.wordpress.com

Ma come individuare un mom blog? Prova a rispondere alle seguenti domande e vedrai che troverai ciò che cerchi:

1) Ti emoziona? Ti diverte quello che stai leggendo?

2) I congiuntivi sono tutti al posto giusto?

3) I commenti sono molti? Chi partecipa alle conversazioni? Mamme oppure utenti (beauty blogger, fashion ecc)?

4) E’ una mamma social addicted? E’ presente su Twitter? Facebook? Pinterest?

Questi sono alcuni degli interrogativi che ci permettono di capire se un blog dedicato alle mamme è di qualità.

Ora voglio segnalarvi 3 blog che vi lasceranno un piccolo segno nel cuore e che forse non smetterete mai di leggere

http://trarockeninnananne.blogspot.com/ (author: Anna)

http://www.blogfamily.it/ (author: Angela)

http://duecuorieunaffitto.blogspot.it (author: Elena)

Mamma voglio fare la Blogger!

In un post di qualche mese fa avevo realizzato un vademecum che spiegava come individuare una blogger di qualità, oggi mi vorrei concentrare su due categorie in particolare: la Fashion e la Beauty Blogger e dare qualche dritta utile a chi sogna di fare questa professione nella vita.

La Fashion Blogger: ama con tutta se stessa la moda, segue con curiosità le nuove tendenze e venderebbe sua nonna per assistere alla sfilata di Gucci o Roberto Cavalli.

Ma quali sono le caratteristiche che deve assolutamente avere un’aspirante fblogger?

Occhio alle novità, riconoscere quando un colore va di moda, un tessuto imperdibile ecc

Sensualità, se si decide di postare un outfit sul proprio blog e diventare modella per un giorno allora valutate la fotogenia e non forzate gli sguardi

Ottime capacità di scrittura, non amo quei post brevissimi dove l’autrice ti racconta la sua giornata e riempie la home di scatti, le immagini devono essere in equilibrio con le parole

Una Kodak o una Canon, una macchina fotografica professionale che ti permetta di giocare con le luci e sottolinei delle decorazioni, dettagli stilistici

Non prendersi troppo sul serio, non siete Angelina Jolie, rimanete con i piedi per terra

FotoSketcher - moda

chicnova.com

E la beauty blogger? Dov’è finita e quali caratteristiche deve possedere?

Passione per il make up e per la cosmetica

Conoscere i tecnicismi, saper spiegare i pro ed i contro di una crema idratante e non copiare semplicemente il comunicato stampa

– Fotografare il prodotto e contestualizzarlo

Fare dei micro tutorial su Youtube per spiegare l’applicazione di uno strumento make up (durata massima 2 minuti se no scatta l’abbiocco)

Bella presenza, una truccatrice o una che lavora nel settore dell’estetica non deve dimenticare di vendere se stessa come brand. Una ragazza con i peli sul viso e che ricorda Cita non avrà mai troppo seguito 😉

E ora vi resta solo di scegliere la tipologia di blog e di mettervi all’opera 😉

Ps. Qui di seguito qualche blog/portale che adoro e che dovreste visitare 😉 Prendete ispirazione!

http://www.dotgirl.it

http://thechicattitude.com/

http://www.thefashionpolitan.com

http://www.robyberta.it/

www.tentazionemakeup.it/

Fashion Camp 2013 & Quag

Eccoci qui per un nuovo lunedì a parlare del @fashioncamp, uno degli appuntamenti imperdibili milanesi dove è possibile conoscere da vicino il mondo dei fashion blog, dell’artigianalità e del made in Italy.

fashion camp

Fashion Camp 2013

Sabato mattina ho avuto il piacere di seguire alcuni meeting in programma alla Fabbrica del Vapore e di conoscere una delle più genuine beauty blogger Robyberta (se desiderate saperne di più andate sul suo blog http://www.robyberta.com e seguitela su twitter @robyberta). Roberta è una make up artist che ha fatto la vera gavetta, ha faticato per ottenere un piccolo spazio 2.0 e parla di cosmesi in modo semplice e soprattutto alla portata di noi neofite.

Dopo una chiaccherata interessante con questa beauty star mi sono fermata ad ascoltare delle conferenze e una delle più interessanti è arrivata dallo staff di QUAG (unione dei termini Query e tag). Questo software in versione beta permette di ricercare dei thread e di condividere un’esperienza con gli altri utenti on air. Secondo la portavoce di Quag quello che conta di più è la reputazione online, non di un brand, ma di colui/colei che da un advise.  La piattaforma che trovate qui http://www.quag.com/ giudica la popolarità e affidabilità di un soggetto in base ai voti degli altri utenti registrati, mettiamo  il caso 50 dei miei amici decidano di sostenermi su mia richiesta  su quag, che cosa succederebbe? La mia reputazione sarebbe un fake, poco veritiera… ecco il rischio di un meccanismo così. Apprezzo di Quag la possibilità di unificare gli argomenti e le chiavi di ricerca, ma secondo me dovrebbero lavorare sul discorso “Si tu sei influente, no tu non lo sei!”. Faccio i miei migliori auguri alla piattaforma e spero che la mia critica non venga presa come lesiva, ma costruttiva ;).

Continuate a seguirci 🙂