Lavoratori in Offerta

Chissà se è davvero colpa della crisi economica se oggi noi professionisti della comunicazione web riceviamo tante per così dire “proposte indecenti”.  Cosa intendo per proposte indecenti? State tranquilli, niente di scabroso, mi riferisco a offerte economiche ridicole, svilenti e a volte quasi offensive per una persona che ha sviluppato una certa expertise nell’ambito di riferimento.

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Diciamocelo, risparmiare in questo momento fa comodo a tutti, ma è risaputo che la qualità ha un suo prezzo.  Forse lasciare che i social media della tua attività (che per altro sono a tutti gli effetti anche un biglietto da visita per la tua azienda) vengano gestiti, ad esempio, da un ragazzino di 15 anni solo perché sa usare bene Facebook  e puoi permetterti di pagarlo con qualcosa di molto simile a una paghetta mensile, non è la strategia migliore per il successo della tua comunicazione online.  Detto questo, ognuno è libero di scegliere i propri collaboratori come crede e di pagarli anche in caramelle (se loro sono d’accordo).

Io non vivo di dolcetti, per cui non accetterei mai, ma ultimamente si è affermato il trend del lavoratore low cost, o “in offerta”, per lo più non specializzato, o anche improvvisato (del tipo “prima facevo il ragioniere ma da quando mi hanno licenziato ho deciso di fare l’esperto di comunicazione”) che propone offerte bomba per racimolare qualcosa a fine mese, che magari poi chiede aiuto al figlio, o all’amico che fa davvero il community manager per scoprire come creare un evento su Facebook, e che… soprattutto… rovina il mercato!  Si, distrugge il mercato dei professionisti seri, di quelli che hanno studiato e approfondito una certa disciplina in università, che hanno fatto stage e ancora stage, esperienze lavorative, consulenze, piani editoriali, progetti strategici, che vedono ogni post su Facebook o ogni Tweet su Twitter come un tassello di un grande progetto studiato ad hoc per un determinato  brand, tenendo conto di un certo target con dei precisi interessi e necessità.

Il dipendente “in offerta” con la sua offerta bomba tira giù il prezzo del lavoro di tutti gli altri, minimizza e rende poco credibile un’attività che fatta bene avrebbe dei grandi vantaggi, porterebbe a risultati visibili e ovviamente, dovrebbe essere pagata in modo giusto. Io sono stata e sono ancora una grande fan del movimento del “No free jobs” che porta avanti l’idea secondo cui gratis non si lavora, ma si ozia. Su questo credo che noi lavoratori siamo tutti d’accordo. Benissimo, ottimo, superlativo: non lavoriamo gratis, ma questo non vuol dire che se ci offrono 1 centesimo la storia improvvisamente cambia. Non si dovrebbe lavorare gratis né svendere il proprio lavoro compromettendo il costo del lavoro di un intero settore.

Qualche giorno fa sono stata contattata da un imprenditore che opera nel campo della comunicazione ma non si occupa ancora di social media per mancanza di una risorsa interna dedicata, era alla ricerca di una persona con cui poter iniziare una collaborazione duratura in ambito social, mi ha chiesto un po’ di informazioni su modalità e costi di  gestione dei social. Sembravamo sulla stessa lunghezza d’onda: condividevamo la stessa visione sulle modalità di gestione, sul modo in cui presentare il servizio al cliente, sui rischi di una gestione non accurata, ma il bello doveva ancora arrivare: la questione economica.

Ho detto subito che non potevo quantificare così su due piedi, ma mi era necessario capire il tipo di cliente, l’attività richiesta ecc, e solo dopo avrei potuto fare un preventivo.  A quel punto lui, trovando il coraggio, mi svela timidamente che la persona con cui collaborano al momento gestisce ogni pagina Facebook  con una frequenza di 7 giorni a settimana  e con una media di 6 post al giorno per…. 50 euro mensili a pagina. Cinquanta!!!?? Io, tra il tramortito e l’incredulo, ho subito chiesto se si trattasse di una persona specializzata, e ovviamente mi hanno risposto di no, ragion per cui l’agenzia non è soddisfatta ed è alla ricerca di una nuova collaboratrice. Peccato che adesso creda che quello sia un lavoro da 50 euro, e il mio preventivo, modico per altro, non avrebbe nessuna chance di essere preso in considerazione.  Grazie lavoratore “in offerta” che mi hai preceduta (e rovinato la piazza)!

Se ci penso e faccio qualche conto sono ancora più basita: 50 euro (voglio sperare netti e non lordi) 7 giorni su 7 vuol dire che il lavoro della persona che gestisce la pagina sarebbe esattamente retribuito  1 euro e 66 centesimi al giorno °_°  e inoltre lei/lui dovrà realizzare 6 post al giorno, che –divertendoci un po’ con i calcoli-  avrebbero un valore di circa 27 centesimi a post.  Ciò vuol dire che per sei volte al giorno dovrei interrompere ciò che sto facendo per inserire un post su Facebook, e ovviamente controllare che non ci siano problemi sulla pagina o commenti a cui bisogna rispondere e così via. Tutto ciò per  1,66 centesimi giornalieri. Ripensandoci, mi correggo, se è così, meglio farsi pagare in caramelle, almeno ti addolciscono la giornata.

Alessandra Z.

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7 thoughts on “Lavoratori in Offerta

  1. Questo e’ il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che per in realta’ vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si e’ parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

  2. Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, provero’ senzaltro a sperimentare quanto avete indicato c’e’ solo una cosa di cui vorrei parlare piu’ approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.

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