Scappo al mare!

Ciao a tutti! In questi mesi ho visto crescere un progetto che pensavo “Fuori di testa”, un luogo dove condividere ciò che ho imparato a fatica sul campo e che molto spesso mi sono vista portare via da gente over 50 che di digital sa ben poco, ma ha molti soldi da investire 😉

Spero che i contenuti vi siano piaciuti e vi siate anche un pò divertiti 🙂 non mi piace passare per la secchiona noiosa 🙂

Dopo tante settimane di pubblicazioni, direi che è giunto il momento di prendere una pausa, il caldo mi perseguita e bisogna ricercare nuove idee e spunti!

Ci rivediamo la prima settimana di Settembre! Buone vacanze a tutti!

Copy: suite101.fr

I social media e le strategie mkt!

Di recente un’importante agenzia che opera su tutto il territorio nazionale mi ha contattata per realizzare una social media strategy per un suo cliente. Non vi parlerò nel dettaglio del brand misterioso e di che cosa ho sviluppato, ma vi darò qualche consiglio su come fare un corretto brainstorming e buttar giù una discreta social media strategy.

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Copy: jimfairfax.blogspot.com

1) Individuate le vostre potenzialità: se siete delle persone creative le associazioni di parole, le contestualizzazioni, le azioni di viral mkt saranno un gioco da ragazzi per voi. Sfruttatele nel report che state per realizzare;

2) Cercate di capire quali sono gli obiettivi reali del brand, molti cercano solo un’elevata esposizione mediatica, altri una spinta sul canale retail oppure la voglia di apparire geek e innovativi;

3) Applicate la teoria del : “Pochi ma buoni” non condivido quelle aziende che vogliono essere per forza su tutti i social network solo perchè è figo o è di moda. Meglio focalizzarsi su alcuni new media, costruire una buona base estetica ed un ottimo piano adv ed editoriale. La cautela in questi casi non è mai troppa.

4) Donate un’identità ad ogni social network, Google Plus non può essere il fratello scemo di Facebook, ma avere dei contenuti di appeal e innovativi;

5) Non prendetevi troppo sul serio, mi irritano quei “Professionisti” che usano tutte parole anglofone per apparire sapienti quando magari alla base hanno molte lacune. Le fondamenta reggono tutto il palazzo, ricordatevelo. Se non conoscete un new media appena uscito sul mercato studiatelo, aprite un profilo personale, giocateci e ne scoprirete tutti i segreti;

6) Spiegate in un report che cosa vorreste vedere all’interno di quel social network e ditelo in modo chiaro e semplice, voi masticate il digital ma il cliente no.

7) La dialettica è fondamentale, dovete saper argomentare le vostre scelte e spiegare al meglio il vostro progetto se non lo capite voi sarete già dei perdenti in partenza!

Spero che questi advise vi possano essere utili! Buona fortuna!

La personalizzazione e Facebook

Il lavoro del community manager non è solo quello di generare dei contenuti di appeal che incrementino i like e rendano felice il cliente, ma ha anche l’arduo compito di donare un’identità alla fan page.

Uno dei primi insegnamenti che ho ricevuto durante il mio percorso universitario è che se vuoi che un utente/soggetto noti il tuo brand devi puntare alla differenziazione. La personalità nel mercato è tutto!

Facebook dunque non può dimenticare l’aspetto estetico, cioè tutti quegli elementi che la rendono affascinante, facilmente riconoscibile e soprattutto un pizzico ludica.

Quando l’anno scorso mi è stata affidata una fan page di un noto concorso di bellezza, la prima cosa che ho notato era una discontinuità grafica, scarsa empatia, degli elementi che se sommati insieme allontanano l’utente e riducono l’esposizione della pagina.

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La fan page ufficiale di Coca Cola

Ecco qualche dritta su come procedere per customizzare la fan page:

1) Il brand che obiettivi ha e soprattutto che cosa vuole comunicare di sè?

2) Cercate un buon art director che riesca a unire le esigenze marketing con quelle estetiche/design

3) La cover foto (la foto rettangolare della pagina) deve riassumere il mondo del brand, emozionare il visitatore e bloccarlo lì’

4) Le tab, devono puntare alla sintesi, non caricatele di elementi (troppe iconografie confondono) e create un collegamento istantaneo con la pagina di riferimento (es. un contest, una raccolta di immagini ecc)

Non pensiate che dopo aver parlato con il grafico ed esposto le vostre idee il lavoro sia finito qui, ci vuole tempo e pazienza. Il creativo ha una sua percezione della realtà, voi un’altra, è difficile trovare un territorio comune, la perseveranza in questi casi è tutto.

Qui di seguito delle fan page personalizzate che sono nella mia top ten!

Coca Cola

Audi

Victoria’s Secret

Come realizzare un blog: lezione 1

Ho notato di recente che moltissimi followers del blog mi chiedono indicazioni su come realizzare un diario digitale utile, dal design creativo e che attiri più visitatori possibili.

Farò del mio meglio per darvi delle dritte utili, non utilizzerò i tecnicismi che piacciono tanto agli smanettoni 2.0 e soprattutto sarò sintetica.

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Copy: thestoryinme.files.wordpress.com

LE REGOLE

1: In che cosa sei bravo? Questa domanda è fondamentale, devi saper riconoscere le tue potenzialità ed attitudini. Ad esempio se ti piace un sacco cucinare e sperimenti ingredienti di vario tipo allora crea un FOOD BLOG, se invece vai al cinema ogni settimana, leggi tutte le riviste specializzate crea un blog che aiuti gli utenti a selezionare il film che fa per loro!

2: Scegli il CMS? (Content Management System) quale sarà la tua casa? WordPress o blogospot. Di solito consiglio WordPress, perchè offre un’ampia gamma di temi e una sezione admin davvero notevole.

3: Quale look vorresti avere? No non sto parlando di hair styling o di make up, ma del design del tuo blog. Seleziona il tema che più ti convince, guardane almeno una decina e cerca di capire se vuoi dare un taglio più serioso e formale al tuo diario digitale oppure uno stile trendy, creativo e a volte un pò pazzo.

4: Condividi: non dimenticare i collegamenti con i tuoi social in questo caso i widget ti salveranno la pelle. Cerca di essere attivo su tutti i social network che ami, non pensare di piazzarti ovunque per avere maggiori possibilità di visibilità, punta a pochi ma buoni. Investi sui contenuti

5: Dai feedback: non c’è niente di più irritante di un blogger che non risponde ai commenti, se un utente ti fa una domanda cerca di dargli un riscontro adeguato, usa la semplicità.

6: Ricordati che quello che racconti di personale sul blog diventa di dominio pubblico, dunque se pensi di insultare il tuo boss aspettati una lettera di licenziamento. Quello che si scrive online rimane lì per sempre come un tatuaggio.

Non vi resta altro che aprire il vostro blog 😉 In bocca al lupo!

Alla scoperta di Mention Mapp

Iniziamo la settimana osservando nel dettaglio  Mention Mapp, una dashboard che ho scoperto grazie alle dritte di uno dei guru della rete Vincos  autore del libro intitolato: “Social Media Roi” .

Su Twitter contano tantissimo gli hashtag e le parole chiave, molto spesso ci domandiamo come viaggiano queste keyword, chi colpiscano e che tipo di network generano, Mention Mapp ci aiuta a capire tutto ciò.

Nella home page avete la possibilità di agganciare il vostro profilo Twitter alla dashboard e di iniziare l’analisi, tutto è semplice ed immediato.

Mention Mapp2

Perchè vi suggerisco di testare questa dashboard? E soprattutto che supporto darebbe ad un’azienda che vuole avventurarsi nel panorama digital?

Un esempio:

Una casa di moda durante il fashion show  propone alle influencer (blogger, giornaliste) di usare l’hashtag #darkisbetter  (perchè la sfilata ha molti capi di colore nero) grazie a Mention Mapp si ha un insight di alto livello, l’impresa potrà capire come si è diffuso il collegamento e generato il network, chi ha agito meglio e chi invece non è intervenuto per niente!

Mention Mapp genera un grafico che mostra gli utenti con i loro username e gli hashtag, li collega con delle ramificazioni che ricordano una mappa concettuale.

Spero di avervi incuriosito, ora non vi resta altro che testarlo! In bocca al lupo

Come rispondere correttamente agli utenti?

A partire da Gennaio ho messo sotto la lente d’ingrandimento moltissimi social network, trascurando il più famoso, sì sto parlando di Facebook la creazione di Mark Zuckerberg.

Facebook è una piazza virtuale dove raccontare qualcosa di sè, interagire con gli amici e con quei compagni di scuola che a volte sarebbe meglio evitare ;). L’arma vincente di questo media è la customizzazione, se un’azienda vuole emergere deve personalizzare la propria fan page, valorizzare i contenuti e la grafica.

In una pagina ci sono cose che possiamo pianificare e altre invece che spuntano fuori all’improvviso, un esempio? Un commento negativo, un thread ostile, qui le probabilità di successo sono tutte nelle mani del Community Manager che vorrei lo immaginaste un pò come un arbitro.

Vi segnalo un post che ho scovato all’interno di un gruppo di discussione su Facebook, è una pubblicazione firmata Aveda (nota casa cosmetica) dove dichiara: “Vogliamo almeno 100 mi piace su questa foto!”.

Aveda

Vediamo insieme che cosa c’è che non va:

1) Il tono: troppo imperativo, gli utenti non sono dei burattini al nostro servizio

2) Il verbo: Vogliamo! Io ad esempio avrei usato la parola “Ci piacerebbe” oppure anche la frase: “Ci aiutate a raggiungere i 100 mi piace?”

3) La pretesa di un successo quantitativo: L’esperienza, l’engagement con l’utente sono sempre nuovi e imprevedibili, a volte delle foto che pensavamo terribili ottengono un sacco di condivisioni altre volte no, non esiste in questi casi la bacchetta magica.

Prima di lanciare una fan page sul mercato web è importante moderare correttamente, il community manager deve dosare i toni, ascoltare tutti anche perchè a volte dietro un commento negativo c’è un briciolo di verità.