Intervista doppia: Federica & Laura

In questi giorni ho rotto le scatole a due mie amiche blogger, per farmi rilasciare una breve intervista, perchè ritengo fondamentale mostrare quello che c’è dietro al lavoro di una blogger, visto che spesso vengono sottovalutate, sottopagate e giudicate di serie b dai giornalisti professionisti.

Attenzione fare la blogger, lavorare con il proprio blog non è per niente un gioco da ragazzi, la visibilità la costruisci attraverso i contenuti. No: ai commenti inutili dove si lascia l’url del proprio diario pensando di ottenere del traffico in più e assolutamente no ai followers fasulli.

Le due protagoniste di questa intervista, sono per me delle blogger di qualità, non perdono il loro tempo a seguire dei progetti scarsi e mediocri e soprattutto, hanno un taglio editoriale interessante, sto parlando di Federica Cimetti e Laura Portomeo.

Federica è una persona seria, attenta ai trend della moda, il suo blog è pulito, chiaro e creativo; Laura invece è una curiosa, studia costantemente per tenersi aggiornata, ed ha una forte passione per la cosmesi.

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Ecco qui di seguito l’intervista:

Di che cosa faresti a meno nel mondo della moda? E a che cosa non potresti mai rinunciare? 

FEDERICA: Farei a meno delle dinamiche che ne sottintendono il funzionamento, come molte altre cose non rispettano la meritocrazia. Viceversa, non potrei fare a meno della vera essenza della moda: reinvenzione e cambiamento. Un abito può farti sentire speciale, non solo esteriormente.

Il mondo del beauty è ricco di sfaccettature, qual è l’elemento che ti ha colpita di più? 

LAURA: Quello che molti non sanno è che la mia passione per i cosmetici è stata dagli inizi concentrata sul campo delle unghie, e degli smalti. Ne ho sempre comprati tantissimi e ad oggi ne ho oltre mille. Li colleziono insomma. 
La passione per il make up c’è sempre stata, sin da piccola, ma mi sono avvicinata al mondo delle beauty blogger grazie agli smalti e alla ricerca, con alcune appassionate come me, di marchi che in Italia fino a qualche anno fa non erano distribuiti, come China Glaze, OPI, Orly e Zoya. In America erano molto utilizzati, e io adoravo sbirciare sui blog gli swatch di questi mille colori, per capirne meglio la resa sulle unghie e poi acquistare i miei preferiti dai siti stranieri.
In seguito, aprendo il portale, ho sentito l’esigenza di approfondire anche altri campi, quindi ho studiato per diventare Make Up Artist e ho frequentato corsi riguardanti le formulazioni dei cosmetici. Mi intriga molto anche il mondo dei profumi, e spero di poterlo approfondire presto con un corso.

lauraNel tuo percorso di blogger, che cosa ti ha fatta maturare/crescere?

FEDERICA: Le critiche. Quelle costruttive però. E’ bello mettersi in discussione, trovare nuovi stimoli e coglierne l’essenza per migliorare.

Per quanto i post outfit siano divertenti (e molto seguiti) l’obiettivo principale che mi sono posta è quello di diventare a tutti gli effetti una fashion editor. Ora che finalmente lo sono posso dire che senza il blog e le relative critiche tutto questo non sarebbe mai potuto accadere.

LAURA: Sicuramente il confronto. Un confronto che non sempre è stato diretto, ma che io stessa cercavo recandomi su siti e blog di altre colleghe. Leggere continuamente mi ha aiutata a valutare meglio il mio lavoro, a migliorarlo e anche a proporre nuove idee. Sono fermamente convinta che, sebbene sia giusto guardare il proprio giardino e curarlo al meglio, per migliorarsi si debba necessariamente guardare anche ciò che ci sta intorno e confrontarsi.

La professionalità è fondamentale nel mondo del lavoro, che cosa consiglieresti alle aspiranti blogger? 

FEDERICA: Consiglierei semplicemente di scrivere di quello che conoscono. La passione è una bella cosa e ritengo sia il motore del mondo ma purtroppo non basta solo quella. E’ necessario essere sempre aggiornate e lo studio è una componente fondamentale per la buona riuscita di un articolo, soprattutto nel campo del fashion blogging: chiunque può dire la sua ed esprimere le proprie opinioni ma la competenza è un’altra cosa.

LAURA: Come dicevo su, sin da quando ho aperto il blog ho sentito la necessità di approfondire gli argomenti di cui trattavo. Sono fan sfegatata della corretta informazione e di conseguenza ho cercato sempre di affrontare solo argomenti di cui mi sentissi padrona, o di affidare le rubriche del portale a persone che fossero competenti in quel settore.
Mi rendo conto che non è possibile iscriversi a dei corsi per aprire un blog, ma nel mio piccolo il consiglio che mi sento di dare è questo: se volete aprire un blog d’informazione, e non avete particolari competenze, affidatevi a persone che ne abbiano (ad esempio cercate la collaborazione di una make up artist per il lato make up, ecc) se invece volete semplicemente aprire uno spazio personale dove condividere opinioni, pensieri, ecc allora limitatevi a fare questo. Perché finché il blog rimane un posto dove scambiarsi idee, consigli, opinioni, nessuno potrà tacciarvi di incompetenza, restano opinioni. Ma nel momento in cui inizierete a dare lezioni di vita/make up/moda ecc inevitabilmente arriverà qualcuno a chiedervi che competenze avete per farlo, e se non ne avete, perderete di credibilità di fronte ai vostri lettori.
Il blog, così come i siti, sono luoghi sul web in cui il proprietario mette tutto se stesso, e detto in maniera spicciola “ci mette la faccia”. Quindi siate voi stessi, e non ergetevi a portatori di verità assolute. Non esistono. Lasciate le argomentazioni professionali a chi ne ha le competenze.
Infine, se decidete di far diventare il blog un lavoro a tutti gli effetti, ricordate che la costanza, la coerenza e il rispetto sono alla base di questo lavoro. Se questi presupposti mancano, lasciate che sia un hobby e nulla più.

Le 3 caratteristiche fondamentali di una buona blogger sono:

FEDERICA: Competenza, originalità ma soprattutto…. Umiltà! (Ma quella servirebbe in ogni campo, non solo in questo!)

LAURA: Più che di una buona blogger, parlerei di un buon blog. Per me deve essere pulito nella grafica, intuitivo, veloce nel caricamento. I contenuti devono essere ben scritti e curati nei dettagli e le immagini di qualità (se non siete in grado di scattare, esiste google, chiedete il permesso di utilizzare quella foto citandone la fonte e il gioco è fatto!). Non deve mancare quel pizzico di personalizzazione, quel qualcosa che lo renda unico e che mi spinga a tornarci ancora: può essere un modo di scrivere, una rubrica interessante, fotografie particolari, ecc. 
Non in ultimo la blogger deve avere un rapporto ATTIVO con gli utenti che la seguono, DEVE rispondere ai commenti, alle mail, alle domande. E soprattutto ci deve essere coscienza. La blogger deve ricordare che, nel momento stesso in cui inizia ad essere più conosciuta, diventa una sorta di guida per coloro che la seguono, che spesso si affideranno ai suoi consigli per acquisti, look ecc. E’ importante quindi che la blogger si mantenga trasparente e coerente ma soprattutto corretta verso queste persone, tutelando innanzitutto loro, perchè è grazie al seguito che ha che è diventata conosciuta, e non solo grazie alle sue qualità. Sono l’una la conseguenza dell’altra.

Questa intervista ha un’obiettivo: Educare tutte le aspiranti blogger, che spesso pensano che aprire un blog e dargli la giusta linea editoriale sia un gioco da ragazzi. La banalità, superficialità in questo campo non sono ammesse!

Federica e Laura sono un esempio, una spinta a dare di più, a non sottovalutare il mondo della blogosfera.

Vi lascio con questa citazione di Alessandro Profumo “Il lavoro è una parte fondamentale del nostro modo di relazionarci con il mondo. Quando incontriamo una persona che lavora, con passione, vediamo subito la differenza, qualunque tipo di lavoro faccia.”

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Miss Italia e il buzz negativo

Oggi dedicherò questo post ad un concorso che mi sta molto a cuore e che ho seguito direttamente un anno fa, sto parlando di Miss Italia.

Il famoso contest che raccoglie tutte le bellezze italiane, di recente ha firmato un contratto con la7, per anni è stata coccolata dalla Rai ottenendo degli ascolti bassissimi, dunque questo cambio di rotta per molti è stata una ventata di novità.

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Copy: thethingswelike.org

Ieri sera è andata in onda la diretta tv dal Lido di Jesolo, personalmente non l’ho vista, ma ho seguito su Twitter il passaparola negativo che si è sviluppato (se la gente critica qualcosa, non è per gioco, un vero motivo ci sarà). E’ nato un hashtag #dismissitalia, specchio delle insofferenze degli utenti, ma che cosa hanno detto?

– il programma è stato definito “noioso “,

– assenza di  “Intelligenza” delle candidate,

basso appeal dei  presentatori,

errori madornali della ex miss Chillemi

Secondo voi è giunta davvero la parola fine per questo concorso? Esiste una chiave di lettura diversa?

Per l’edizione 2012, avevo seguito personalmente la comunicazione online (avevo curato la gestione dei contenuti nella fan page e le relazioni con i blogger), il lavoro era stato durissimo, ero dovuta andare incontro a delle esigenze di business e allo stesso tempo avevo risposto in modo agguerrito a tanti pregiudizi che aleggiavano tra gli internauti.

Il mio mestiere sicuramente non è paragonabile a quello di un chirurgo, non ho la presunzione di dire che è complicato, però per gestirlo al meglio bisogna:  ideare un progetto e seguire costantemente le attività delle tue ospiti 2.0.

Nella precedente edizione avevo suggerito alle blogger ospiti di: parlare, raccontare, mostrare i retroscena del concorso più famoso d’Italia, le ragazze presenti le ho assillate e me ne rendo conto (mi avranno odiato per la mia costante presenza 😉 ) però era nato un percorso favoloso e onestamente mi ero divertita.  Eventi, interviste, appuntamenti buffi, vita quotidiana in hotel questi erano gli ingredienti giusti per degli articoli di appeal.

Oggi a 24h dopo la conclusione del programma ho dato uno sguardo su google per capire che cosa effettivamente era uscito, e vi dirò la delusione è tanta.

La mia non è una polemica da fidanzata gelosa, è un’analisi oggettiva, questo passaparola negativo su Twitter sommato alle scarse pubblicazioni online rispecchiano un default di sistema, una caduta libera e mi dispiace tantissimo visto che conosco lo staff dietro il concorso e lo giudico uno dei più preparati in circolazione.

Qui di seguito qualche tweet con l’hashtag DISMISSITALIA

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ScreenHunter_02 Oct. 28 11.55

ScreenHunter_03 Oct. 28 11.55

La condivisione del know how

La domanda che mi sento dire più spesso è: “Ma come si diventa Community Manager e Digital Pr?”, la risposta non è semplice. Per fare bene il proprio lavoro servono tre elementi: Curiosità, formazione, dialettica.

Apro una parentesi personale, spero non vi annoiate troppo, quando mi sono diplomata è arrivato un momento di grande confusione, tante mie amiche si sono iscritte a facoltà tecniche (politecnico) e umanistiche. Per me scegliere che cosa fare non è stato affatto facile, è lo scoperto grazie al mondo del lavoro, eh sì ho fatto un anno sabbatico in negozio come commessa.

Durante la mia esperienza lavorativa come addetta alle vendite ho scoperto di avere una forte carica, energia che mi permetteva di dialogare agevolmente con le persone e di portarle all’acquisto. Saperci fare con le persone non è una cosa da poco ed è una delle dote indispensabili di un comunicatore, farsi voler bene insomma senza passare per il PR leccapiedi e ruffiano (categoria che odio).

Quando tutto quello che mi stava attorno mi stava dicendo in maniera molto chiara (mancavano dei mega cartelli di fronte ai miei occhi) che la mia strada era la comunicazione, mi sono iscritta allo IULM di Milano, conosciuta da molti come il luogo di ritrovo delle fighette milanesi, pregiudizio che non condivido e che evito di commentare qui.

Appena è arrivata la laurea ho lavorato per gli uffici stampa moda, per le agenzie pr, ma vi dirò ero stufa dei ruffiani, delle continue telefonate ai giornalisti esauriti, insomma non era il mio mondo. Allora decido di avvicinarmi al web con  il monitoraggio online un luogo inesplorato e affascinante. Da qui, dal web, dalla lettura dei contenuti pubblicati ho avuto l’occasione di seguire dei corsi, di leggere approfondimenti sul mondo digital e di testare le mie capacità.

Quello che so oggi è il risultato di un buon 60% di lavoro sul campo e di un 40% di formazione (libri, conferenze). Molti si improvvisano community manager, ma non sanno che facendo così danneggiano loro stessi e il percorso futuro.

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Ora mi chiedo perchè queste conoscenze che ho maturato dovrei condividerle con delle persone che definirei “Degli aspiranti competitor?” Qualche settimana fa in una nota community di Facebook ho parlato con dei colleghi, alcuni di loro vivono di formazione, insegnano ai dipendenti di grandi aziende a gestire una fan page, a non impazzire dietro i RT ecc. Se intendiamo questo tipo di learning io sono la prima supporter, ma se invece mi devo mettere a disposizione perchè giovane e ingenua (quello che pensano molti capi d’azienda) per fare in modo che un domani il consulente X o Y mi porti via il lavoro, no grazie.

Oggi ne parlavo con una mia amica che fa il mio stesso lavoro, e mostrava un’elevata preoccupazione in merito, tante volte siamo state usate e poi mollate a casa. Un esempio? Un mio cliente dopo che ho trovato i contatti online di interesse (blogger/influencer) si è segnato tutti i riferimenti e l’anno successivo ha coinvolto queste persone ad un evento. Facile no? 1) Non sai il perchè ho selezionato quelle blogger 2) Non sai giudicare le potenzialità di un blog 3) Hai trovato la pappa pronta 4) Sarai in grado di recuperare dei nuovi contatti?

Sono molto irritata da questo genere di atteggiamenti, non sono fatta per le consulenze gratuite a meno che me lo domandi una cara amica, non sono portata a essere spremuta come un limone solo perchè sono una nativa digitale. Vuoi imparare qualcosa? Paga, segui dei corsi (es. NinjaMkt ne organizza di belli), leggi, naviga, non puntare alla scorciatoia perchè prima o poi ne pagherai le conseguenze.

Quando il lavoro è un atto di beneficienza

Oggi mi ritrovo a parlare di un argomento che mi sta molto a cuore, quello del lavoro e quello degli appassionati di comunicazione digitale. Un mio amico su Facebook mi ha segnalato un annuncio di lavoro a dir poco sconcertante, un’azienda per testare le capacità del social media expert (per cui hanno attivato l’offerta di lavoro) ha richiesto una consulenza gratuita.

Una volta un mio ex capo mi aveva detto che in un colloquio di lavoro conta una sola cosa, la fiducia, nella mia esperienza ho visto tante persone fingersi bilingue (e magari parlano a malapena l’italiano), esperti digital pr (e non possedevano neanche uno straccio di mailing) ecc questo perchè spinti dalla fame da lavoro, la voglia superare la coda, di essere insomma in 1 fila dicono una marea di bugie e modificano a piacimento il cv.

FotoSketcher - risata

Copy: callmehats.tumblr.com

Molto spesso delle aziende cascano a queste balle 2.0 e assumono persone che non sanno cosa significhi implementare una strategia social danneggiando così anche il brand e la sua reputazione.

La fiducia oggi esiste ancora? Da quanto ho letto in questo annuncio la risposta è no. Ok la prudenza verso gli operatori fasulli del settore, ma arrivare addirittura a richiedere una consulenza dettagliata senza pagarla è troppo, è un insulto a chi ogni giorno lavora e porta a casa a fatica 50 euro se gli va bene.

Secondo me il problema non è l’azienda che fa la furba e come si dice a Roma “Ce prova” ad ottenere un lavoro gratis, è il settore ad essere malato. Sfortunatamente noi operatori della comunicazione siamo visti un pò come i venditori di panini allo stadio (massimo rispetto per chi ha questo ruolo), basta sfoderare un bel sorriso, avere una bella parlantina e vendere il tutto che il gioco è fatto. No miei cari per lavorare nella comunicazione e soprattutto nel mondo web serve ben altro: serietà, studio/formazione, conoscenza degli strumenti, moderazione del tono di voce ecc

Il nostro settore non è protetto, ci sono troppi concorrenti che ammalano il sistema, che richiedono poco per una performance lavorativa e questo influisce sul preventivo di chi le competenze le ha (ottenute con il sudore).

Fino a che ci saranno questi operatori fasulli low cost come pensiamo che le aziende/agenzie paghino nel modo adeguato delle consulenze?

Vi lascio con questo interrogativo.

La ragnatela degli influencer

Oggi ne approfitto per presentarvi una piattaforma davvero eccezionale si chiama Sonar Solo è uno strumento che in pochi secondi ti permette di individuare gli influencer di un particolare tema/argomento e di tracciare gli hashtag.

Per capire al 100% le funzionalità di questa dashboard ho provato  a inserire nell’area di ricerca ENRICO LETTA, il personaggio politico dell’anno e poi super gettonato visto il suo imminente arrivo negli States.

Iniziamo dalla voce “People”, qui identifichiamo chi sta parlando, cioè colui o colei che sta citando il primo ministro italiano. Azione da non sottovalutare se siamo l’ufficio pr del capo del governo e vogliamo magari essere tempestivi nel rispondere a delle critiche oppure anticipare uno tsunami della comunicazione.

La sezione “Topics” ci indica le parole, gli argomenti più forti sulla rete (sempre legati a Letta), come: Alitalia (la sopravvivenza della compagnia aerea), President Obama (l’incontro tra i due previsto a breve). Qui di seguito trovate lo screenshot che vi mostra la mappa.

1 letta

L’elemento interessante è che ad ogni parola, autore è associato un colore che indica il sentiment (il mood) dell’argomento, rosso per quelli negativi, verde per i positivi.

Non dimentichiamoci di altri due servizi che offre la piattaforma: il primo riguarda gli hashtag (li mette in evidenza) ed il secondo la possibilità di visionare in tempo reale i tweet (sulla barra di destra).

Se volete capire chi dice cosa (collegate la voce people a quella degli hashtag) ed ecco che cosa vi appare:

2 letta

Questo strumento 2.0 è utilissimo per un digital pr che vuole tracciare il viaggio del brand, identificare coloro che danno forza al buzz (gli influencer). Oggi il passaparola viaggia velocissimo e non sempre si riesce ad organizzarlo e gestirlo, pensate al caso Barilla ed a quello che ha scatenato, oggi nel digital la tempestività è tutto, il rischio? Danneggiare il marchio per sempre!

Incontriamoci su MEET UP

Dal titolo sembra quasi che oggi vi voglia parlare di un sito di incontri “love”, state tranquilli non sono ancora arrivata a tanto, ma vorrei presentarvi un social network che in Italia sta ottenendo degli ottimi riscontri, ecco a voi Meet Up.

Questo new media è nato nel 2001 grazie a Scott Heiferman, rimasto colpito dallo spirito di aggregazione sorto appena dopo gli attacchi dell’11 Settembre alle torri gemelle di NYC.

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copy: by raysto on Flickr

Meet up mette in contatto le persone, le aggrega per interessi e elemento da non prendere sottogamba li sceglie in base al luogo di residenza/domicilio (la famosa gelocalizzazione). Ammetto in tutta onesta che fino a pochi giorni fa non lo conoscevo, eppure lavoro nel settore digital da un pò di anni..Mea Culpa!. Di recente dopo aver letto una ricerca che mostra la lista dei social network più affermati in Italia noto Meet up e mi chiedo: “Che cos’è?” ed eccomi qui a raccontarvi  quello che ho scoperto:

1) Condividi i tuoi interessi con persone simili a te e vicine geograficamente (puoi selezionare l’area chilometrica di distanza: 8-16-40 ecc)

2) I temi più “Caldi” vicini a Milano sono legati alla politica e il protagonista è il MOVIMENTO 5 STELLE

3) Se allontaniamo le distanze dalla city lombarda notiamo come: lo sport, il mondo ITC (sviluppatori, creatori di app, designer) e appassionati di social network abbiano finalmente trovato un luogo dove chiacchierare un pò

4) L’iscrizione a Meet up è semplice e veloce (password, nome, luogo di residenza o collegamento a facebook)

Mettiamo il caso che vi interessi una comunità, sul lato destro appare il link UNISCITI A NOI. Se invece spostate lo sguardo sul lato sinistro del pc noterete:

N° Iscritti: i dati quantitativi per capire quanto è grossa questa comunità (serve più a noi community manager)

– Visualizzi coloro che sono iscritti a questo gruppo ed in contemporanea ad altre aggregazioni

– Hai la possibilità di leggere le recensioni (me la consiglieranno gli altri?)

– Potrai visionare gli appuntamenti cruciali, attraverso un calendario condiviso, insomma sarai informato su tutto.

Questo social network è un’opportunità stupenda per un free-lance che può affrontare degli argomenti che gli stanno a cuore e magari essere notato e richiesto per un lavoro. Meet up è una piazza virtuale dove raccontare chi siamo (c’è sempre una foto con una micro biografia nella sezione iscritti) e cercare qualcuno che ci aiuti per un nuovo progetto oppure proporre un evento di interesse collettivo senza piazzare 1000 volantini in giro per la città (poca spesa molta resa).