Un tweet molto unconventional

Quante volte vi sarà capitato di chiacchierare con un vostro amico e ad un certo punto di volergli tirare un mega pugno in fronte? Spesso, non sempre quello che arriva dalle labbra altrui ci lusingano ed è difficile inghiottire il rospo.

Nella comunicazione online la dinamica tra mittente e destinatario è molto simile, un’azienda che decide di muoversi in rete in qualche modo si espone, costruisce una vetrina splendida e ricca di informazioni, ma deve alimentarla e rispondere ai dubbi dei followers anche quando sono velenosi.

Di recente è successo un episodio imbarazzante che ha coinvolto il noto marchio NOKIA (mi scuso se durante la settimana ho concentrato l’attenzione su di voi, ma mi regalate degli spunti geniali 😉 ). Che cosa è capitato? il 26 Novembre esattamente alle 3.25 del pomeriggio (timing caldo, dove il traffico spesso è elevato) su Twitter ha veicolato un cinguettio per niente gentile, una parolaccia “FUCK YOU” non la traduco la traduzione è semplice e intuitiva.

Che cosa può aver scatenato quella reazione? Questa è la prima domanda che mi sono posta, ipotizziamo quali potrebbero essere le cause di un feedback così negativo e poco adatto ad una social media strategy:

1) Il community Manager è in pieno esaurimento nervoso

2) Disattenzione e pubblicazione improvvisa e istintiva

3) Un Hacker ha preso possesso del profilo e ha scherzato un pò

Quale sia la ragione, questo tipo di messaggio è davvero una pala sulla schiena per l’azienda, costruire un’immagine digital di marca è un percorso lunghissimo e difficile, raccogliere un numero considerevole di utenti/amici e coccolarli è un lavoro day by day. Questo tweet ha danneggiato il duro lavoro fatto fino ad oggi da parte dell’azienda. Non voglio essere falsa, molto spesso alcuni utenti irritano volutamente il gestore dei contenuti, lo provocano, e credetemi chi fa il mio mestiere alza lo sguardo al cielo due volte su tre, ma questo non giustifica una risposta di questo tipo, sgarbata e maleducata.

Non è il primo caso di una gestione malsana del profilo corporate, in Italia abbiamo avuto moltissimi esempi, ma che cosa manca allora? Know How, affidarsi alle persone competenti (non smetterò mai di ripeterlo).

La verità è una necessità

Inizio questo post di oggi con una domanda: “Perchè coinvolgere un blogger ad un evento corporate?” giudicherete questo interrogativo irrilevante, invece no è importante perchè ci fa capire come nasce il passaparola positivo in rete e quali radici ha.

Ieri ho richiesto aiuto in una community nota a chi fa il mio mestiere (Social media manager),  perchè stavo cercando una case history di digital pr di successo. Una ragazza della comunità mi ha segnalato il Nokia world 2013 di Abu Dhabi, onestamente non avevo molte informazioni in merito, allora mi sono messa a fare una piccola ricerca su google ed ho letto 3 recensioni. La prima ad opera del simpatico e competente Rudy Bandiera, la seconda di Celine Navarro e infine la terza ed ultima dello staff italiano di Wired. Che cosa ho notato? 3 stili diversi

1) Analitico, tecnico, descrittivo (WIRED)

2) Caldo, umano, esperenziale (CELINE)

3) Tecnico e empatico allo stesso tempo (RUDY)

Ora risponderò alla domanda in alto, invitare dei blogger a degli eventi top per il brand in questione è una bella opportunità, è la strada per la verità. L’influencer (se scelto bene) “Parla chiaro”, mostra anche i lati oscuri del prodotto, non tralascia nulla.

Come vi dicevo ho letto un pò di review e la prima di cui vi parlerò è quella di  Rudy Bandiera (noto influencer hitech), quello che ho apprezzato? la trasparenza e l’etica (credetemi è difficile trovarla), dalle parole dell’autore traspare una forte dose di umiltà, ma anche uno spirito critico verso il brand. Le criticità di Nokia sono a livello software perchè il design è cool come anche la qualità fotografica. Rudy pone un interrogativo, si domanda se la direzione presa dall’azienda di telefonia sia corretta e soprattutto sia in grado di contrastare i colossi Apple e Android. La gratitudine di questo blogger c’è, ma al contempo non ha dimenticato di fare il suo lavoro, dire la verità! E’ per questa ragione che ci piace tanto la rete 😉

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Abu Dhabi

Nella mia analisi ho anche letto la recensione di Celine Navarro (non è una geek girl, ma solo una blogger creativa, affascinata dalla progettazione grafica e lontana dal mondo hitech). Questa ragazza ha raccontato in modo brioso il suo viaggio alla scoperta dei prodotti Nokia (la nuova linea Asha e Lumnia 1520), si è stupita lei stessa di essere tra gli invitati del Nokia World 2013. Ha raccontato e descritto gli smartphone e tablet con un approccio umanistico e poco analitico.

All’evento Nokia ha partecipato anche la redazione di Wired italia e gli articoli realizzati sono tecnici, ricchi di spunti e suggerimenti, ma non evidenziano i lati negativi oppure i luoghi ombrosi della collezione smartphone.

Che cosa succede oggi?

Prima di acquistare i prodotti cerco l’aiuto (no non sto parlando del commesso del GDO) di un’amico smanettone, di un blogger che seguo, l’integrità di un autore 2.0 si valuta su questo. Una review onesta, dove vengano identificate le opportunità e le vulnerabilità è di aiuto all’azienda (non ha invitato degli amebi senza personalità e cervello e magari ha qualche spunto per il futuro) e di supporto a chi sta per acquistare quel prodotto.

Preferisco l’approccio dell’influencer, lusinga lo stile simpatico, complimentoso del giornalista, ma è più costruttivo quello analitico e a volte critico del blogger!

Le mamme e le loro emozioni

Quante volte la maternità viene descritta come un momento gioioso, ricco di emozioni? Spesso, e a volte manca il non detto, quelle insicurezze e fragilità che tormentano e demoralizzano le neo mamme.

Bepanthenol la nota linea di prodotti per la mamma ed il bebè ha capito che per aiutare davvero le mamme bisogna imparare ad ascoltarle. Una parola può davvero cambiare tutto.

Ieri alle 17.30 in via Marghera 28 presso lo store Mondadori Francesca Valla ha presentato l’evento “Detto con il cuore- racconti autentici da mamma a mamma”, le storie di tutte le mamme sono state raccolte all’interno di un libro ed una parte del ricavato andrà alla Fondazione Ariel.

Francesca Valla Fabio Lazzaroni Breathing  Andrea Gianni Bayer

Francesca Valla
Fabio Lazzaroni Breathing
Andrea Gianni Bayer

Ho partecipato con interesse al progetto ed ho curato con attenzione la comunicazione online e devo dire che mi sono divertita. In questi mesi ho coinvolto le mamme della rete, le “brand ambassador” dell’occasione ed ho capito che le difficoltà per una mamma sono tante, ma che gli affetti, i sorrisi dei loro piccoli possono sistemare tutto. Le storie raccolte sono emozionanti, vi suggerisco di preparare i fazzoletti perchè le lacrime non smetteranno di scendere.

Il libro è in vendita in tutti i punti Mondadori a 9.90 euro, è tascabile e facile da portarsi dietro 😉

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Il progetto editoriale Detto con il cuore- racconti autentici da mamma a mamma- edito da Mondadori

Basta un piccolo gesto per dare una mano!

Colgo l’occasione per ringraziare le mamme blogger che mi hanno seguito in questo viaggio, la tenacia e professionalità di Francesca Valla senza di voi il libro e l’iniziativa non sarebbero stati gli stessi!

Detto con il cuore

Ciao a tutti, domani parteciperò ad un evento davvero speciale, sto parlando della presentazione del libro “Detto con il cuore” (un progetto fortemente voluto da Bepanthenol).

Questo incontro che si svolgerà alle ore 17.30 allo store Mondadori di via Marghera 28- Milano ha due obiettivi:

1) Dare un pò di voce alle insicurezze delle mamme moderne

2) Aiutare le famiglie ed i più piccini attraverso la Fondazione Ariel.

In settimana realizzerò un post dedicato a questo appuntamento, spero partecipiate numerose!

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La passione prima di tutto

Oggi mi concentrerò su una professionista del web 2.0, questa autrice ha anticipato delle tendenze e le ha comunicate ai profani. Sto parlando di Alessandra Torre nota make up artist, bravissima pop girl dei tutorial e blogger .

Questa intervista ha l’obiettivo di educare, di far capire che cosa c’è dietro il semplice blog come tutti noi lo conosciamo. Questa ragazza si è messa in discussione e si è allontanata dal percorso di studio precedente per scoprire se stessa.

Ecco l’intervista:

1) Il blog spesso riflette la propria identità, quello che vogliamo essere, è così anche per te?

Il mio Blog nasce da due cose, principalmente : la grande passione che mi lega al mondo della cosmetica, in generale, e la mia indole da “scrittrice”. Si perchè adoro gettare pensieri su carta ( o sullo schermo di un computer, in questo caso! ) e riuscire a coniugare queste mie “debolezze” mi ha regalato grandi soddisfazioni. Quindi riflette appieno la mia personalità, variegata e poco scontata direi! E tratta tanti argomenti, non solo inerenti al trucco ed ai cosmetici in generale! Provate a dare uno sguardo…

2) Che cosa invidi delle tue colleghe blogger e cosa invece toglieresti dalla circolazione?

Partendo dal presupposto che la parola “invidia” non rientra nel mio vocabolario, in effetti credo che tutte coloro che hanno una marcia in più, meritocraticamente parlando, siano un esempio positivo per chi, come me, ambisce sempre a migliorarsi. Perchè, ricordiamolo sempre, nella vita si impara qualcosa ogni giorno. Non esistono persone “arrivate”. E, con quest’affermazione, mi ricollego alla seconda domanda. Cosa eliminerei? Forse proprio questo. Il messaggio di “traguardo raggiunto” che alcune “colleghe” lanciano, indirettamente, attraverso il proprio modo di lavorare. Sono una persona che ama la semplicità negli altri. Troppa costruzione mi crea perplessità!

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3) Il tuo blog ha moltissime followers, quali sono i commenti che apprezzi e quali pensi puntino solo a danneggiare il tuo percorso?

Ma in realtà noto che i commenti non sono mai tantissimi, le visualizzazioni, invece, molte di più. E questo, credo, sia dovuto ad un unico motivo. O ti piace leggere, o non ti piace. Il Blog ha un accento differente rispetto al Canale Youtube. E’ rivolto, principalmente, ad un pubblico di nicchia.

In verità, non credo ci siano commenti che possano danneggiare. Anche un appunto, se scritto con educazione e con garbo, può aiutarti a migliorare ed a capire, più consapevolmente, cosa piace e cosa, invece, non interessa affatto.

4) Qual è il lavoro che sogni, e se già lo stai praticando che cosa ti emoziona di più?

Beh, il lavoro dei miei sogni è quello che svolgo adesso! E, ribadisco, dei miei sogni perchè, pur di seguire e di rendere concreta questa mia grande passione, ho rinunciato a lavorare nel settore giuridico. Con una laurea in giurisprudenza, ho deciso di dedicarmi, in tutto e per tutto, al mondo della cosmesi ed ho seguito i giusti corsi per diventare Make Up Artist. Cosa mi emoziona? Proprio questo. Il rischio di aver intrapreso una strada completamente nuova a dispetto del mio percorso precedente. E, di sicuro, una grande emozione la regala anche un viso sorridente, felice e soddisfatto del tuo lavoro. Per non parlare delle persone che mi seguono. Con alcune ho uno splendido rapporto di amicizia. Più soddisfazione di così!

5) 3 consigli ad un’aspirante blogger, un vademecum per il futuro!

La domanda più “difficile” di tutte, è un tipico “dulcis in fundo” !

In realtà, il primo consiglio è quello di restare sempre se stessi e, soprattutto, con i piedi ben piantati a terra. La popolarità e la possibilità di entrare a far parte di questo splendido mondo, non devono, in alcun modo, modificare ciò che si è. Al contrario, bisognerebbe cercare sempre di migliorarsi.

Il secondo consiglio, molto più incisivo, è quello di essere sempre onesti. Mai dimenticare che, dall’altra parte, ci sono persone che fanno affidamento su ciò che diciamo, come nei video, o su ciò che scriviamo, come accade per il blog. Quindi, massima onestà con chi vi inizierà a seguire, perchè sarete un modello ed un punto di riferimento. E riceverete, in questo modo, affetto e fiducia incondizionata.

Terzo ed ultimo consiglio? Non abbattersi mai, anche quando sembra che le cose non decollino. E non credere mai al successo diretto ed immediato. Le cose si conquistano con il tempo, con dedizione e con pieno interesse per ciò che si fa. Mai credere a chi, in poco tempo, scala le vette. Non è vero successo, prima o poi calerà nel dimenticatoio. E, mi raccomando, non temete i celeberrimi “haters”. Sono parte integrante ( ed a volte divertente ) della comunità virtuale. Sappiate che esistono persone il cui obiettivo principale è quello di “smantellare” il vostro lavoro. Con calma, con il sorriso e con le vostre reali capacità, sarete in grado di limitare il disturbo!

Grazie ad Alessandra, una persona ambiziosa, solare che anche con poche parole riesce a farmi sorridere!

La generazione in stand by

Il lavoro e le sue dinamiche ritornano a riempire il blog, quasi a tormentarlo, ebbene sì oggi affronterò una questione spinosa, qualcosa che mi scuote dentro e che mi fa incavolare.

Ho notato che molti della mia generazione che io ho definito “In stand by” sono in attesa di qualcosa: un colpo di coda, un fulmine, uno schiaffone? No, stanno aspettando quel momento preciso in cui si diventa grandi, si costruisce un futuro!

Molti over trenta non rientrano nelle statistiche che spesso vengono trasmesse dai tg, non fanno parte di quei poveri disoccupati in difficoltà, eppure ci sono. Questi “Giovani” hanno voglia di dare e di fare, hanno risparmiato per pagarsi gli studi universitari, insomma si sono fatti un mazzo tanto, e che cosa hanno ottenuto?

FotoSketcher - blind

Copy: 30.media.tumblr.com

Nulla, nada, nothing insomma potrei tradurlo in altre mille lingue. Ecco tre profili, delle maschere di oggi, che raccontano questa generazione bloccata:

1) Lo stagista per sempre: viene inserito in piccole e medie aziende con contratti assurdi e soldi quasi inesistenti (saranno in via d’estinzione?). Viene catturato con la scusa della formazione, parolone empatico, che spesso nasconde milioni di fotocopie, corse alla macchina del caffè per il capo e belle promesse mai mantenute;

2) Io e la mia casa:  colui/colei che resta a casa, disoccupato e che ogni giorno come un automa invia centinaia di cv online anche per le posizioni più assurde e lontane dal suo percorso di studi. Vuole lavorare, ma non trova nulla e spesso viene contattato per dei colloqui assurdi dove è lui che dovrà pagare il datore di lavoro;

3) L’ambizioso, è forse il profilo più tosto dei tre, quello che ama le sfide ed i cambiamenti, adora il suo lavoro e si alza la mattina con il sorriso, dei soldi si interessa ma non lo mette nella lista delle priorità. E’ una persona che vuole costruirsi un futuro, comprare casa, andare dal meccanico senza chiedere i soldi ai suoi, ma non ci riesce. Perchè?

La colpa carissimi followers è del sistema malato Made in Italy, dove c’è il talento non lo si sfrutta anzi lo si spinge a emigrare, dove c’è la mediocrità invece piovono le opportunità.

Vorrei che questo post scatenasse una riflessione, scuotesse un pò le coscienze e soprattutto se avete dei profili che ancora non ho elencato qui segnalatemi, lo zoo del lavoro è sempre aperto 🙂