La caccia alla visibilità è iniziata?

Qualche giorno fa su Facebook una mia cara amica nota nel mondo del fashion system ha condiviso il seguente post di un utente (di cui non farò il nome per questioni di privacy):

” Mi servirebbe un mi piace su una foto. In cambio posso mettere mi piace a quello che vuoi tu: pagine, foto, condivisioni, oppure ti posso seguire, ti va bene?”

A parte il mio sconcerto nel leggere questo commento che giudico assurdo, analizziamo per bene il testo e anche la sua logica e ne approfitterò per allacciarmi ad un argomento di attualità geek.

Un avviso alla nostra amica X che ha fatto questa richiesta su un noto gruppo di Facebook: : il tono utilizzato è da mercato popolare, da baratto, io ti do questo e tu in cambio mi fai questo piacere. Ragazzi ma stiamo scherzando? Inizio a preoccuparmi seriamente, il settore digital ha già i suoi problemi per i fasulli comunicatori, ma anche questi deliri sono inaccettabili.

L’engagement, la voglia di stare insieme, la visibilità non la si ottiene così, sono i contenuti che fanno da traino in relazione ad un’efficace campagna adv.

Ho notato che sempre più spesso le persone pensano di raccogliere i like attraverso questa logica triste e degradante, se hai deciso di pubblicare la tua foto con degli orecchini nuovi e ti rendi conto che non se la fila nessuno pazienza, riprova, valuta la tua audience (analisi degli insight) tenta nuove strade, ma ti prego non elemosinare like! E’ brutto e rovini anche la tua reputazione.

like

Come diceva la famosa fiaba di Biancaneve: “Specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?” Oggi il sistema blogger è ricco di questi mondi “superficiali”, mi rivolgo soprattutto ad una categoria di fashion blogger che per ottenere un briciolo di visibilità in più venderebbero le nonne su ebay. Stimo molte ragazze che hanno aperto un blog e che ogni giorno lo seguono ed alimentano con passione, ma sono contraria a quelle che girano nelle community elemosinando “Mi piace” o condivisioni, che diventano quasi delle stalker su Istangram perchè commentano una foto e dicono tutt’altro (incoerenza massima) e magari aggiungono un link al loro blog/post.

Se desiderate emergere, spiccare il volo, non esiste la bacchetta magica, ci vuole: 1) Determinazione 2) Talento 3) Contenuti di qualità 4) Uno spirito Nerd 5) Educazione e rispetto per le colleghe.

Spero di aver dato il via ad un’accurata riflessione. Un abbraccio

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Etsy: la creatività diventa community

Da qualche giorno mi sono follemente innamorata di Etsy una community che mette in contatto gli artigiani (piccoli e creativi) con il cliente finale (utente), eliminando ogni intermediazione che inevitabilmente farebbe aumentare il prezzo del prodotto.

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Questo new media è l’espressione pura della “Creatività”, qui i sogni vengono realizzati con pochi mezzi, il tempo libero diventa core business. Vi dò qualche info utile sulla storia Etsy: nasce nel 2005 per opera di Rob Klain, il nome si ispira ad un film di Fellini 8 e mezzo dove spesso gli attori ripetono “E sì.” L’ideatore che non parla assolutamente italiano, ha letto foneticamente quelle esclamazioni come un ETSY.

Il portale raccoglie tutte le opere dei privati, divise in sezioni merceologiche:

– Arte (dipinti, raffigurazioni ecc)

– Gioielli (qui l’artigianalità e la lavorazione dei materiali è eccezionale)

– Donna  e Uomo

– Bambino

– Vintage (il tocco neoclassico)

– Matrimoni & altro

Vi domanderete “Ma quali sono le potenzialità di questa community?” 1) E’ la risposta ad una crisi sempre più forte 2) E’ un modo facile per arrotondare lo stipendio 3) Se avete un negozietto in periferia che non conosce nessuno, allora è giunto il momento per salire alla ribalta e ottenere un pò di visibilità.

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Quando ci si registra alla community bisogna mettere in conto un dato, che per ogni transazione andata a buon fine Etsy prende il 3,5%.

Se siete dei potenziali acquirenti, cliccate sulla sezione che vi interessa e noterete: un alto livello qualitativo, la possibilità di conoscere l’artigiano, il venditore (biografia , gelocalizzazione, collegamenti social).

Oggi si può fare business in moltissimi modi, questa community da una chance a tutti coloro che hanno un ottima manualità e vogliono distinguersi dalla massa. Oggi l’omologazione degli stili è lampante, con Etsy si può ricercare un oggetto inclonabile e dalla personalità vera!

Generazione Social: quando la condivisione fa bene

In questo ultimo periodo sento tantissime persone che si lamentano dei social network, li giudicano: l’origine di tutti i mali, il luogo dove si concentrano le personalità più pirla e i commenti più osceni.

Per molto tempo l’individuo ha puntato su di sè, ha pensato di poter cambiare il mondo senza l’aiuto di nessuno, se riceveva qualche incarico a lavoro faceva di tutto per apparire come il migliore, cioè colui che sconfigge la concorrenza, oggi la situazione è cambiata, è ritornato lo spirito della comunità.

Da qualche giorno sto leggendo un libro che vi consiglio si intitola: “Collaboriamo- come i social media ci aiutano a lavorare e a vivere bene in tempo di crisi” l’autrice è una guru del web Marta Mainieri (su Twitter @mamax), questo manuale mostra come il soggetto non sia più al primo posto, e sottolinea la forza dirompente della solidarietà.

I social network sono per eccellenza collettività allo stato puro, basta con: io e poi voi, e si da il via alla collaborazione, alla ricerca di un territorio comune dove guadagnare e risparmiare.

La crisi economica ha aperto gli occhi alle persone, non ci si può nascondere nel consumismo delirante, è importante prima di comprare qualcosa valutare tutte le variabili (le recensioni online) e magari scambiare qualche parere su Fb, Twitter ecc

I social network sono il luogo dove sfocia la vera solidarietà, pensiamo ad esempio a: Etsy dove tutti gli oggetti usati trovano uno spazio, qui finalmente il maglione che abbiamo tenuto per molto tempo nell’armadio e che non è mai stato indossato da nessuno potrà trovare qualcuno che lo apprezzi. Questo commercio innovativo permette di usare le risorse disponibili senza sprecarne altre. Non desiderate un pianeta più bello e accogliente? Un altro caso è quello di Airbnb, un portale che unisce tutti coloro che adorano viaggiare e che sono alla ricerca disperata di una casa, qui la propria abitazione è “Di tutti”. Come funziona? viene messa a disposizione di chiunque ed in cambio c’è un entrata extra che fa solo comodo visto il periodo.

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Perchè mai dobbiamo pensare ai social network come ad uno strumento lesivo? E’ vero il buzz negativo c’è, ma quante volte sull’autobus ascoltate delle conversazioni assurde che vi fanno rabbrividire? E’ la vita, il bello e brutto esiste ovunque.

Per fortuna questi new media che puntano alla condivisione hanno dato vita a delle esigenze reali (Risparmio, rispetto eco/ambientale) e creato dei nuovi trend.

Se vi ho incuriosito a sufficienza, vi consiglio di sperimentare i due social e magari se avete voglia raccontatemi com’è andata!

Facebook: Opportunità o Pericolo?

Sono passati 10 anni dalla nascita di Facebook, e molti blogger approfittano del momento per mostrare le evoluzioni del social network più conosciuto al mondo. Io userò questo “Social Birthday” per raccontare  cosa di Facebook mi ha colpita e cosa invece mi lascia perplessa, così ci leghiamo ad un tema di attualità molto discusso (il caso Boldrini).

Vi racconto questo aneddoto, quando ho scoperto Facebook, ( qui devo ringraziare la mia cara amica Claudia), ero del tutto inesperta, avevo lavorato nella comunicazione tradizionale e non avevo idea delle implicazioni del passaparola online. Nel 2007 aprì il mio profilo sul social network e ricordo ancora l’imbarazzo di espormi, di mostrare qualcosa di me.

Mi muovevo con difficoltà, la chat era lenta e a volte i messaggi arrivavano dopo un pò,  iniziavo pian piano a trascurare MSN. Sul piano grafico c’era poco da fare, le personalizzazioni che osserviamo oggi per i brand, un tempo non erano così affascinanti (parlo di quelle italiane).

7 anni fa difficilmente cercavo le fan page aziendali per esprimere un parere o lanciare una discussione, oggi invece tutto è cambiato, il popolo della rete vuole farsi ascoltare, racconta qualcosa di sè. Molto di frequente alcuni utenti  si nascondono sotto mentite spoglie (i profili fake) e usa il new media per offendere e ledere la dignità altrui.

Oggi esistono movimenti politici che usano la rete come territorio democratico, non li giudico, il fascino del digital è potente, ma dove sta il limite? Come possiamo fermare questa aggressività?

Secondo me Facebook è intoccabile, è una risorsa fondamentale, è l’espressione più estrema della libertà di parola. Personalmente uso il social network come mezzo di comunicazione: cioè mostro i miei post, racconto quello che succede in un momento particolare della giornata, chiacchiero con le amiche, ma non lo uso per sfogare le mie frustrazioni.

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Mi fa paura leggere certi messaggi, commenti, non credo che Zuckerberg desiderasse dare voce ai pirla comuni, no?

Mi spiace se in un futuro qualcuno giudicasse i social media un luogo ostile, dove si concentra il buzz schifoso e ignobile, questo sarebbe davvero un peccato, un bell’ostacolo all’evoluzione della democrazia digitale.

Cosa possiamo fare per evitare una banalizzazione del social network più famoso? Essere trasparenti, segnalare coloro che danneggiano gli altri senza motivo, moderare consapevolmente e soprattutto ricordare alle aziende e agli opinion leader che senza la rete oggi saremmo isolati e molto silenziosi (censura, inaridimento della democrazia).