La ricerca “Folle” di un posto di lavoro

Questa settimana vi vorrei parlare di come oggi è difficile trovare lavoro, premetto: non abito nel sud Italia ma bensì nel nord la terra degli industriali e delle opportunità (ultimamente sta perdendo i colpi).

A partire da Gennaio 2014 dopo aver chiuso la partita Iva anche detta “La sanguisuga” ho deciso di rimettermi in pista e di cercare un’occupazione come Social media Manager al fine di coniugare le mie potenzialità in ambito content e pr. Da ben 3 mesi sono in balia delle scelte altrui, cosa che non amo molto, sono una persona che prende in pugno la situazione, ambiziosa e dinamica e non mi piace dipendere dagli umori dei responsabili HR.

In ben 90gg ho fatto 10 colloqui, molti di voi diranno: “Ammazza sei stata fortunata, perchè a me non mi ha chiamato nessuno!” è vero ho avuto modo di incontrare tante persone e di ripetere la filastrocca del mio cv e del perchè ero lì a propormi per quel lavoro specifico. Di questi 10 colloqui solo due mi hanno lasciato soddisfatta, perchè? forse la colpa è mia, mi voglio troppo bene per buttarmi in  certe esperienze perdi tempo…forse la responsabilità è del know how acquisito negli anni…chi lo sa.

Entriamo nel dettaglio (non farò nomi per non danneggiare la reputazione di nessuno):

Caso patologico 1: Vado in zona Famagosta ad incontrare un capo di un’agenzia grafica/web e trovo una sua assistente a prendere il suo posto (già qui ci sono i primi segnali di cedimento), dopo una ricerca disperata del numero civico identifico il luogo del meeting, cioè un negozietto con vetrina simile ad una vecchia bottega milanese (affascinante eh??). Il colloquio era fissato per le 10.00 e aspetto tipo 20 minuti i comodi della tizia che mi deve intervistare, io con il mio sorriso sulle labbra arrivo e racconto quello che con molta fatica ho costruito negli anni (mi sono pagata gli studi come commessa, ho lavorato 4 anni nelle agenzie digital e pr ecc). Che cosa ne esce dopo questo straordinario incontro? Che cercavano un ragazzetto/a a cui sbolognare delle pubblicazioni sui social per dei clienti LOOSER e lo dico a chiare lettere, negozietti di provincia ecc. Piccolo appunto: prima di chiamarmi (prendo un treno per venire a Milano non ho il teletrasporto e dunque sostengo dei costi), leggi attentamente il mio cv e pensa: “E’ la persona giusta per noi?” Ok chiedo troppo!!

 

Passiamo ad un altro colloquio che mi ha lasciato un segno indelebile e poi approfondiremo il discorso sul ruolo delle agenzie di recruitment.

Caso Patologico 2) Arrivo in zona Cadorna per un incontro con una nota agenzia PR, la responsabile è davvero dolce e carina e mi mette subito a mio agio. Questa simpatica persona dopo avermi raccontato che cosa fanno e quali sono gli obiettivi mi lascia con: “l’inquadramento è 1 anno a progetto e se poi ci convinci ti inseriamo a tempo indeterminato. Qui scusate scatta il mio auto meccanismo di difesa: “La storia di Cenerentola è più credibile!!” Un consiglio a tutti voi che lavorate nel digital, evitate le agenzie pr tradizionali come la peste bubbonica, perchè? a) Vi sfruttano per un anno b) Usano il vostro know how come percorso formativo dei dipendenti interni all’agenzia c) Sanno benissimo che non vi inseriranno a tempo indeterminato e vogliono solo guadagnarci su d) Contratto a progetto che prevede massima libertà per il dipendente, ma in realtà fai la stessa vita di un operaio assunto a tempo determinato.

Non perdete tempo con le agenzie di pr, non sanno quello che vogliono, seguono un trend, cioè riconoscono la crucialità dei social network e vogliono acquisire fette di mercato, allora per farlo NON INVESTONO SERIAMENTE, ma sfruttano soltanto il primo pirla che ci casca. Che cosa credete che in un anno quella persona che si occuperà dei new media avrà un’elevata quantità di lavoro? AHAHA e rido alla grande, no!! Si ritroverà con poca roba da fare dopo qualche mese (l’agenzia non è riuscita a fare new business) e si occuperà di fare qualche telefonata, la rassegna ecc!

Sono così “Acida” perchè è successo a me ed alcune persone che conosco e vorrei evitarvi uno spreco di tempo simile!

Non vi lascerò prima di avervi raccontato la mia esperienza favolosa con una nota agenzia hr, cercavano un “web marketing manager”, la persona che seguiva le selezioni era carinissima e disponibile peccato che dopo 30 giorni di attesa dal primo colloquio dove mi si comunicava la mia alta probabilità di essere assunta scopro che non cercavano una figura come la mia, ma un’altra più tecnica!

Vi piace far perdere del tempo alla gente? La ricerca del lavoro non è un divertimento è un dovere, una rincorsa perenne a riscontri che non arrivano quasi mai! Imparate dal nord Europa, se mandi un cv a Londra questi anche per il no mandano una mail (1 secondo del vostro tempo).

Giusto per restare a tema vi segnalo questo post pubblicato in un noto forum, sotto ci sono anche le repliche di chi si occupa di selezione del personale, fatemi sapere che ne pensate: http://goo.gl/g2EmPi

 

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Il mio lavoro vale 100 euro al mese?

Come avrete capito dai miei post, è da un pò di tempo che mi occupo di comunicazione online, il web è il mio pane quotidiano, cioè il luogo dove unisco creatività e senso strategico. Questo settore è affascinante perchè permette di: capire com’è percepito un prodotto e/o servizio, ti mette in contatto con il mondo, veicola i tuoi contenuti e il tuo talento e soprattutto dà sfogo alla democrazia più vera.

Da un pò di mesi mi trovo ad affrontare tante situazioni spiacevoli, per fortuna nella barca sgangherata non ci sono solo io ma tutti quelli che lavorano con serietà ed hanno i seguenti titoli: SOCIAL MEDIA MARKETING, DIGITAL PR, COMMUNITY MANAGER, WEB MKT, SEO/SEM SPECIALIST ECC.

Parliamo di stipendio:

Il nostro lavoro ha un prezzo, e per molti è LOW COST, quando si deve calcolare un preventivo vanno presi in esame molti fattori soprattutto se hai a che fare con una PMI che non ha la minima idea di quello che farai e di come lo realizzerai.

Proviamo con un esempio:

Mettiamo il caso che un azienda di arredamento decida di sviluppare una strategia social su Facebook (si concentra sul social network dai numeri più forti) che cosa coinvolgere per un adeguata riuscita di una quotazione?

– Livello di Moderazione (gli utenti sono molto attivi, sto trattando un prodotto sensibile? Possono emergere dei momenti di crisi? e dunque di sentiment negativo?)

– Sviluppo del piano editoriale (ispirazioni, ricerca testuale e iconografica)

– Quantità dei post/contenuti da veicolare online (7 a settimana? 8/10)

– Customizzazione della fan page (grafica, aspetto estetico e di forte impatto emotivo)

– Ricerca del materiale fotografico (free copyright)

– Realizzazione delle tab (qui mi servirà un consulente/sviluppatore per la costruzione tecnica)

– Campagna adv (a carico del cliente, ma va quantificata nel tempo)

– Reportistica sui risultati raggiunti e alert in caso di problematiche (reclami, difetti di prodotto)

Tutte queste attività vanno seguite da un professionista, e questo va retribuito adeguatamente. Di recente nel gruppo di Community Manager su Fb ho letto un post di una persona che richiedeva un aiuto per calcolare il suo compenso, e quello che mi ha sconvolta di più sono i commenti  di soggetti che  addirittura che proponevano 100/150 eu al mese…ma scherziamo?? Ok il nostro lavoro è poco analitico, è comunicazione allo stato puro, è creatività, ma non è neanche un attività benefica da fare praticamente a gratis!

rabbia 11

feedly.com

Vi segnalo inoltre questo articolo pubblicato sul Corriere.it dove una ragazza che risiede nelle Marche ha ricevuto una proposta di collaborazione assurda, 5 giorni di lavoro a Milano (dunque calcolate trasferimento e costi logistici) a 340 euro al mese! L’elemento sconcertante non è solo la banalizzazione del nostro lavoro che deriva da un compenso inadeguato molto in mood “Schiavitù” ma dalla presenza di candidati/competitor che accettano quella retribuzione e dunque rovinano il mercato.

Una mia cara amica mi ha fatto notare che esistono delle eccezioni, cioè degli imprenditori sani che pagano poco all’inizio ma poi si accorgono del tuo valore e decidono di premiarti economicamente, non lo metto in dubbio e spero che questa razza in via d’estinzione aumenti! Sfortunatamente oggi vige la logica del ” Poca spesa molta resa”, alcuni capi d’azienda sottovalutando il nostro ruolo preferiscono proporre un mancia/compenso e sanno che di bocche da sfamare ce ne sono e dunque prima o poi qualcuno ci cascherà! Non lo trovate triste tutto ciò??

E che ne dite della cultura social? Cioè di quella consapevolezza che i new media oggi sono insostituibili,  delle risorse favolose che se sfruttate al meglio possono dare dei feedback pazzeschi! Una ragazza nel gruppo che seguo con interesse (Community Managers Italia) ha segnalato un caso a dir poco allucinante, vi incollo alcuni estratti: “Un cliente mi dice che vuole gestire i social internamente. La gestione viene affidata ad una ragazzina che non ha mai gestito neanche una pagina di cazzeggio personale e non solo non sa come si imposta un’ads, che quando vuole condividere sul suo profilo personale un post si dimentica puntualmente di fare il logout e condivide mille vole i post sulla pagina, e non sa nemmeno che i post si possano programmare. 
Sto facendo il passaggio di consegne e la ragazza non fa che riempirmi di domande su come si fa questo e come si fa quello, voi sinceramente le dareste i consigli che continua a chiedervi???”

Identifichiamo insieme i due elementi assurdi: 1) Passaggio di consegne anormale, cioè richiesta di formazione assolutamente gratuita a qualcuno che ti sta portando via il lavoro 2) Assenza di know-how della persona che andrà a ricoprire il ruolo 3) Ignoranza totale del cliente che non si rende conto della situazione paradossale!

Io sono una grande sostenitrice della formazione, se questa viene fatta bene da uno staff professionale e soprattutto remunerata, nella mia esperienza ho aiutato molti colleghi e questi in cambio mi hanno insegnato qualcosa che non sapevo! Ma in questo caso specifico c’è una totale presa in giro per la poverina che sta lasciando il posto di lavoro! Non credete?

Ragazzi dove stiamo andando? Perchè la parola “Professionista” suscita solo ilarità e tanta amarezza?

Il turismo e il web renderanno il nostro viaggio indimenticabile?

Un pò di tempo fa mentre guardavo un noto TG pensavo a come in Italia ci siano moltissime risorse inutilizzate che potrebbero generare dei posti di lavoro. Una delle aree che andrebbe valorizzata è quella del turismo, il nostro paese è ricco di reperti archeologici e di atmosfere indimenticabili. Questo settore oggi è spinto sempre più dal web 3.0, (attenzione non sto parlando della blogger X che va a Firenze e ci spamma i social network di immagini di lei con il cappello appena acquistato o con il fidanzato perso d’amore), mi riferisco ai social sharing.

Come vi avevo accennato qualche settimana fa la condivisione oggi è forse una delle poche arme contro una crisi allucinante, tanti innovatori e ideatori di start up hanno creato delle piattaforme geniali e imperdibili, ve ne segnalerò 2 che modi economici per trovare un alloggio e avvicinarsi alla cultura di un altro paese.

Il primo servizio turistico web da segnare in agenda è Couchsurfing una vera e propria community di viaggiatori scatenati, gente che non programma quasi nulla, che non cerca l’hotel di lusso o la colazione abbondante, ma solo il contatto culturale e umano (il vero cosmopolita). Questa piattaforma registra 6 milioni di iscritti ed ha una copertura di 100.000 città nel mondo. Ma come funziona? Basta registrarsi per avere la possibilità di trovare dei posti letto gratuiti (se ne metti qualcuno a disposizione anche tu allora la condivisione ha un valore aggiunto) in qualsiasi località nel mondo.

Attraverso Couchsurfing puoi creare dei nuovi legami, conoscere delle persone che ti cambieranno la vita, avvicinarti a delle tradizioni lontane dalle tue, insomma vivere il viaggio a 360°.

Se invece cerchiamo un appartamento o una villa sul mare il portale adatto a voi è Scambiocasa l’evoluzione di un progetto nato da Ed Kushins nel 1992. Questo servizio web mette in contatto domanda e offerta, collega milioni di case in tutto il mondo con un solo obiettivo entrare in un mood diverso e iniziare un viaggio spettacolare.

scambiocasa

Dopo la registrazione è importante creare una scheda/profilo adeguata che dia tutti i dettagli dell’abitazione, grazie a Scambiocasa potrai viaggiare con gli amici e trovare un posto intimo, vero dove alloggiare!

Queste soluzioni “Low cost” non danneggiano la qualità anzi le danno una dimensione diversa, finalmente l’utente per mezzo di queste piattaforme potrà comunicare e condividere con minori paure un’esperienza.

I social network, le community, i portali sono nati per mettere in contatto le persone e garantire delle esperienze positive, chi pensa il contrario non ha ancora capito nulla! Lancio questo hashtag #viaggiareconilcuore

I social ci rendono più umani?

Domenica sera su Abc è andata in onda la notte degli Oscar un momento atteso dagli: stilisti, dai movie addicted e dalle celebrity (così hanno l’occasione di mettersi in mostra sul red carpet). Questo evento eccezionale a livello mediatico ci ha regalato un momento social indimenticabile, un selfie (oggi è molto cool e di moda) che vede protagonisti la conduttrice Ellen Degeneres e alcuni attori molto noti allo show business.

Oscar 2014

Qualche ora fa un mio amico e collega digital Claudio Gagliardini in un suo articolo ha dichiarato che una singola foto messa su Twitter ha generato un traffico pazzesco perchè ha messo in luce il tratto più genuino dei protagonisti. La bellezza dei social network oggi è proprio questa forza di allineare i soggetti, di renderli veri, spontanei. Personalmente ho ricercato su Youtube tracce di un dietro alle quinte di questo scatto divertente e devo ammettere che mi sono emozionata, li ho visti tutti solari, eccitati e anche un pò impacciati e mi hanno ricordato la loro imperfezione (in senso positivo naturalmente).

Parallelamente a questo momento favoloso e divertente, lo streaming che permetteva a molte persone di seguire gli Oscar 2014 ha avuto dei default di sistema, vi suggerisco una lettura approfondita del seguente articolo http://goo.gl/xQ2fQD

I social network uniscono le persone, sembrano essere più vicine a noi, l’idea di un Brad Pitt e di una Jennifer Lawrence sorridenti e scherzosi di fianco ad una Meryl Streep che afferma di non aver mai “Twittato” è geniale. L’elemento sorpresa è il product placement non voluto per Samsung 😉 che ci ha guadagnato alla grande!