Il mio lavoro vale 100 euro al mese?

Come avrete capito dai miei post, è da un pò di tempo che mi occupo di comunicazione online, il web è il mio pane quotidiano, cioè il luogo dove unisco creatività e senso strategico. Questo settore è affascinante perchè permette di: capire com’è percepito un prodotto e/o servizio, ti mette in contatto con il mondo, veicola i tuoi contenuti e il tuo talento e soprattutto dà sfogo alla democrazia più vera.

Da un pò di mesi mi trovo ad affrontare tante situazioni spiacevoli, per fortuna nella barca sgangherata non ci sono solo io ma tutti quelli che lavorano con serietà ed hanno i seguenti titoli: SOCIAL MEDIA MARKETING, DIGITAL PR, COMMUNITY MANAGER, WEB MKT, SEO/SEM SPECIALIST ECC.

Parliamo di stipendio:

Il nostro lavoro ha un prezzo, e per molti è LOW COST, quando si deve calcolare un preventivo vanno presi in esame molti fattori soprattutto se hai a che fare con una PMI che non ha la minima idea di quello che farai e di come lo realizzerai.

Proviamo con un esempio:

Mettiamo il caso che un azienda di arredamento decida di sviluppare una strategia social su Facebook (si concentra sul social network dai numeri più forti) che cosa coinvolgere per un adeguata riuscita di una quotazione?

– Livello di Moderazione (gli utenti sono molto attivi, sto trattando un prodotto sensibile? Possono emergere dei momenti di crisi? e dunque di sentiment negativo?)

– Sviluppo del piano editoriale (ispirazioni, ricerca testuale e iconografica)

– Quantità dei post/contenuti da veicolare online (7 a settimana? 8/10)

– Customizzazione della fan page (grafica, aspetto estetico e di forte impatto emotivo)

– Ricerca del materiale fotografico (free copyright)

– Realizzazione delle tab (qui mi servirà un consulente/sviluppatore per la costruzione tecnica)

– Campagna adv (a carico del cliente, ma va quantificata nel tempo)

– Reportistica sui risultati raggiunti e alert in caso di problematiche (reclami, difetti di prodotto)

Tutte queste attività vanno seguite da un professionista, e questo va retribuito adeguatamente. Di recente nel gruppo di Community Manager su Fb ho letto un post di una persona che richiedeva un aiuto per calcolare il suo compenso, e quello che mi ha sconvolta di più sono i commenti  di soggetti che  addirittura che proponevano 100/150 eu al mese…ma scherziamo?? Ok il nostro lavoro è poco analitico, è comunicazione allo stato puro, è creatività, ma non è neanche un attività benefica da fare praticamente a gratis!

rabbia 11

feedly.com

Vi segnalo inoltre questo articolo pubblicato sul Corriere.it dove una ragazza che risiede nelle Marche ha ricevuto una proposta di collaborazione assurda, 5 giorni di lavoro a Milano (dunque calcolate trasferimento e costi logistici) a 340 euro al mese! L’elemento sconcertante non è solo la banalizzazione del nostro lavoro che deriva da un compenso inadeguato molto in mood “Schiavitù” ma dalla presenza di candidati/competitor che accettano quella retribuzione e dunque rovinano il mercato.

Una mia cara amica mi ha fatto notare che esistono delle eccezioni, cioè degli imprenditori sani che pagano poco all’inizio ma poi si accorgono del tuo valore e decidono di premiarti economicamente, non lo metto in dubbio e spero che questa razza in via d’estinzione aumenti! Sfortunatamente oggi vige la logica del ” Poca spesa molta resa”, alcuni capi d’azienda sottovalutando il nostro ruolo preferiscono proporre un mancia/compenso e sanno che di bocche da sfamare ce ne sono e dunque prima o poi qualcuno ci cascherà! Non lo trovate triste tutto ciò??

E che ne dite della cultura social? Cioè di quella consapevolezza che i new media oggi sono insostituibili,  delle risorse favolose che se sfruttate al meglio possono dare dei feedback pazzeschi! Una ragazza nel gruppo che seguo con interesse (Community Managers Italia) ha segnalato un caso a dir poco allucinante, vi incollo alcuni estratti: “Un cliente mi dice che vuole gestire i social internamente. La gestione viene affidata ad una ragazzina che non ha mai gestito neanche una pagina di cazzeggio personale e non solo non sa come si imposta un’ads, che quando vuole condividere sul suo profilo personale un post si dimentica puntualmente di fare il logout e condivide mille vole i post sulla pagina, e non sa nemmeno che i post si possano programmare. 
Sto facendo il passaggio di consegne e la ragazza non fa che riempirmi di domande su come si fa questo e come si fa quello, voi sinceramente le dareste i consigli che continua a chiedervi???”

Identifichiamo insieme i due elementi assurdi: 1) Passaggio di consegne anormale, cioè richiesta di formazione assolutamente gratuita a qualcuno che ti sta portando via il lavoro 2) Assenza di know-how della persona che andrà a ricoprire il ruolo 3) Ignoranza totale del cliente che non si rende conto della situazione paradossale!

Io sono una grande sostenitrice della formazione, se questa viene fatta bene da uno staff professionale e soprattutto remunerata, nella mia esperienza ho aiutato molti colleghi e questi in cambio mi hanno insegnato qualcosa che non sapevo! Ma in questo caso specifico c’è una totale presa in giro per la poverina che sta lasciando il posto di lavoro! Non credete?

Ragazzi dove stiamo andando? Perchè la parola “Professionista” suscita solo ilarità e tanta amarezza?

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6 thoughts on “Il mio lavoro vale 100 euro al mese?

  1. Come darti torto? Io mi occupo di social media da circa 8 anni. L’ho sempre fatto all’interno di aziende e da un annetto ho iniziato come freelance. Dalla mia esperienza posso dirti che quelle che vogliono pagarti € 100,00 al mese sono soprattutto le aziende del sud, che non capiscono l’importanza nè della pubblicità nè dei social media nè di avere un professionista a gestire la comunicazione piuttosto che un ragazzino improvvisato e che spesso confondono il marketing con le vendite. Pensa che nella mia ultima esperienza in azienda, dopo che mi avevano assunta per occuparmi di marketing e comunicazione, mi hanno messa a fare la buyer e volevano prendere un ragazzino a cottimo a gestire i social! Ovviamente ho mollato tutto ed iniziato a lavorare da freelance. Fortunatamente ci sono alcune aziende che comprendono l’importanza del nostro lavoro e sono disponibili a pagarti abbastanza bene. Altre invece non si rendono conto che anche per gestire i social c’è bisogno di professionisti ed affidano il lavoro a segretarie improvvisate, agenzie incompetenti e stagiste senza esperienza. i risultati? Tanti profili social mal gestiti o gestiti male, mancata gestione di comunicazione di crisi e denigrazione del nostro lavoro.
    Anna Travel and Fashion Tips

    • Ciao Anna, le aziende che comprendono “la qualità” del nostro lavoro sono ancora poche, è anche una nostra responsabilità diffondere questa cultura e soprattutto evitare la svendita della manodopera (poca spesa e molta resa). Incrociamo le dita!

  2. D’accordo con te, i “socialcosi”, in quanto in gran parte creativi, subiscono il circolo vizioso per il quale il loro lavoro va pagato una miseria, “tanto si divertono…”
    E’ vero che calcolare il ROI sulla pubblicità sui social network non è facile, però chi con la sua esperienza ha portato profitti ai suoi clienti, potrebbe citare tali esperienze vittoriose sul portfolio in modo da giustificare una retribuzione dignitosa con risultati vincenti.

    • Ciao Ilario, grazie del commento. E’ una nostra responsabilità far capire che il lavoro 3.0 non è fuffa, ma qualcosa di serio. Un social media manager non solo genera contenuti per i new media, ma imposta una strategia, studia il brand, valuta e analizza i dati e attiva monitoring costante.

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