Sei pronto a rinunciare alle tue ambizioni?

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di ascoltare il meeting di Briatore noto anche come il Boss di The Apprentice all’università Bocconi di Milano e devo ammettere che sono rimasta colpita da alcune delle sue parole. Durante l’incontro alla nota accademia, mr Flavio cerca di non illudere i futuri laureati, visto che propone ai ragazzi di avvicinarsi a dei lavori più “Umili” anche detti “Manuali” per ritrovare se stessi e soprattutto portare a casa un mucchio di soldi, tanto più che fa l’esempio delle mance dei camerieri ricche e interessanti.

In questo momento di crisi mi domando: “C’era davvero bisogno di un discorso del genere?” Secondo me no, capisco l’intento del Boss, quello cioè di svegliare molti “Figli di papà che in vita loro non hanno mai lavorato”, ma vorrei chiarire un punto, se uno ha studiato come un dannato per 5 anni (parlo solo dell’università) dopo si merita davvero di fare il cameriere o il pizzaiolo? (con tutto rispetto per chi fa questo mestiere ogni giorno con serietà).

Briatore

Copy: Repubblica TV

Parlo della mia esperienza personale, io dai 19 anni ai 26 ho lavorato in negozio come addetta alle vendite, non perchè mi piacesse il lavoro ma perchè avevo bisogno di soldi per sostenere i miei studi (università privata = svenatemi ora), di conseguenza mi sono sempre rimboccata le maniche e non ho mai fatto la snob verso le professioni generaliste. Il lavoro ti responsabilizza e ti sveglia non c’è dubbio, ma serve se hai un obiettivo nel breve termine ad esempio pagare dei corsi, acquistare un’auto ecc. Oggi da laureata con anni di esperienza nel mondo della comunicazione alle spalle mi viene la pelle d’oca a pensare di dovermi mettere/adattare a fare un lavoro generico, quando ho sviluppato delle competenze utili e preziose in altri ambiti, sarebbe come tradire ciò che sono e quello che voglio diventare!

Non mi permetto di parlare per voi ci mancherebbe, capisco anche le situazioni di emergenza es: “Ho l’affitto da pagare, i miei non mi possono aiutare allora faccio il barista part time!” ma non vorrei che i neolaureati rinunciassero ai propri sogni, se uno desidera fin da piccolo di lavorare in un ufficio marketing perchè no? Perchè dobbiamo dirgli: “Ma vai a fare il cameriere!?” non lo capisco.

In Italia i giovani sono costretti a scappare, a cercare delle opportunità all’estero dove le retribuzioni sono più alte e le gratifiche umane maggiori, vi sembra giusto? In risposta alle dichiarazioni di Briatore vi segnalo questo articolo bellissimo firmato da Simone Cosimi per Wired.it.

Il mio consiglio finale  è di non abbandonare le proprie ambizioni, datevi da fare anche con un lavoro generalista ma che non vi porti via l’80% del vostro tempo e vi garantisca un’entrata mensile. Non date retta a quelli che vi dicono che qui non c’è speranza, se non la creiamo noi quella occasione gli altri non lo faranno mai e forse scappare senza combattere non è la scelta giusta!

 

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