7 SEGNALI CHE TI SALVERANNO DA UN POSTO DI LAVORO DA INCUBO!

Tempo fa su Event Report è uscito un articolo intitolato: “5 buone ragioni per rifiutare una proposta di lavoro”, un pezzo davvero interessante che mi ha ispirata per la creazione di questo post.

Piccola premessa: sono passati 9 anni dal conseguimento della mia laurea e devo ammettere che di colloqui ne ho fatti tanti (per questo grazie di cuore caro precariato), dandomi un vantaggio quello di possedere uno speciale radar rosso che di solito mi aiuta ad evitare i posti di lavoro da INCUBO. Uno strumento che funziona bene e che vorrei in qualche modo condividere con voi.

Ecco qui di seguito le 7 regole fondamentali per salvarsi dai buchi neri del mondo del lavoro:

1) Occhio all’ambiente di lavoro: sto parlando della pulizia, degli spazi (il livello di igiene ti racconta sempre qualcosa, ho visto dei posti dove le formiche erano più popolari della cancelleria) e l’estetica del luogo. Se notate che i dipendenti sono ammassati come galline d’allevamento, perchè le scrivanie sono strette e vicine tra loro, oppure c’è troppo disordine non esiste un archivio e ci sono poche finestre l’unico consiglio che vi dò è AGGIUNGETE QUESTO POSTO DI LAVORO NELLA VOSTRA LISTA NERA!

Mi è capitato di lavorare in ambienti poco puliti e di non avere neanche lo spazio per distendere le gambe e credetemi nel rendimento tutto questo incide. Occhio anche alle sedie, se sono dure e poco comode la vostra schiena si romperà facilmente e avrete dei dolori pazzeschi (anche qui ci sono passata).

2) Attenti alla tipologia di impresa: è importante distinguere dall’azienda normale (PMI o Multinazionale) all’azienda familiare, nel primo caso i colleghi sono al tuo stesso livello (grande uguaglianza) e se uno esagera saprai come rimetterlo al suo posto, nel secondo caso invece le cose si complicano. In un’azienda familiare spesso (l’ho visto in molte occasioni) chi affianca il boss è il figlio o la figlia e nel 80% dei casi questi ultimi scaldano molto bene la sedia (confido sempre nelle favolose eccezioni) e se ti mancano di rispetto oppure non fa qualcosa non lo puoi di certo mandare a quel paese o segnalare alla direzione. Se il tuo lavoro verrà coordinato e organizzato dal parente stretto del boss assicurati che: a) Sappia di quello che sta parlando (percorsi di studi, esperienza lavorativa sufficiente da comandare qualcuno e da non farlo apparire come un povero idiota ecc) e b) lavori (promozione dei progetti on going, operatività quando è richiesta, rispetto delle scadenze e puntualità). Anche la puntualità non è da tralasciare, infatti se notate che il figlio/a del capo arriva alle 10 in ufficio, passa il suo tempo al telefono, accoglie gli amici e parenti con un sorriso e una calda tazza di tè perdendo 6h della giornata lavorativa allora non è un posto in cui valga la pena faticare e lavorare. Non c’è peggior cosa di vedere i propri progetti prendere polvere per colpa dell’inadeguatezza altrui.

3) Occhio all’aspetto economico: se durante il colloquio o nei primi giorni di prova la maggior parte dei colleghi non ha un contratto, NON VA BENE questo indica mancanza di rispetto verso il lavoratore, implica degli orari assurdi (chi lo dice che alle 19 massimo si termina?) e anticipa una probabile  inaffidabilità sui pagamenti.

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4) Cercate di percepire il mood interno: i colleghi di lavoro non vedono l’ora di essere a lavoro? Oppure hanno sempre un sorriso e una buona parola per tutti, cavoli o lavori per Google oppure sei finito in Paradiso. Spesso si incontra della gente esaurita, che supera le 45 ore alla settimana, che magari resta incatenata in un posto di lavoro perchè non ha alternative e le bollette aumentano. Questo mood è molto triste. Ti spiega come tante persone possano cedere a delle angherie, a dei ricatti e magari anche a del mobbing costante solo per non avere il conto corrente in rosso e avere qualche soldo per mangiare una pizza ogni tanto.

5) Gli orari di lavoro: se è concordato che settimanalmente lavorerai 40 h alla settimana certo con un minimo di flessibilità parliamo di 42h,  allora perfetto, ma se inizi a notare che tutti i giorni  non esci prima delle 20 dall’ufficio, che di frequente devi essere reperibile nei week end e soprattutto i lavori ti vengono assegnati a fine giornata tipo alle 17 a causa dell’organizzazione malata interna, ti prego e ti scongiuro SCAPPA DA LI’.

6) Il ruolo professionale non è chiaro: se durante il colloquio ti dicono che cercano un contabile e poi dopo 1 settimana ti trovi a dover ritirare i panni sporchi in lavanderia del boss c’è qualcosa che non va. Se è un favore sporadico non c’è nulla di male, però se inzia a diventare una routine prova a domandarti se lavorare lì dentro ne valga davvero la pena. Trascureresti il tuo vero lavoro per correre dietro a delle faccende che saprebbe fare pure tuo nipote di 11 anni.

7) La professionalità del boss: al fine di realizzare un finale da urlo ho lasciato questo punto per ultimo. Ho incontrato nella mia carriera (breve) dei titolari fenomenali, con mille lauree, capacità di vendere qualsiasi cosa oppure una sensibilità verso l’innovazione favolosa. Ci sono però anche tanti fuffologi, o venditori di fumo come li chiamo io (anche nei 20 mn di un colloquio qualcosa emerge) gente che fino a qualche giorno fa gestiva una catena di grandi magazzini oppure aveva un’agenzia di viaggi per over 70 che pensa che in poco tempo e con dei dipendenti dai poteri magici (solo questi lo aiuterebbero) possano trasformarlo nel nuovo Steve Jobs. GROSSO ERRORE per il tuo business (aumentano i debiti e diminuiscono le entrate) e per l’immagine (le aziende clienti o i fornitori non ti prenderanno mai sul serio).

E’ importante sottolineare un ultimo aspetto che ritengo di cruciale importanza, oggi la crisi economica ha trasformato molti dipendenti in pedine di un gioco alquanto spiacevole, la tipica frase: “Ti pago e dunque ti posso trattare come schiavo” è sempre più in uso e li mette molto in difficoltà. Un lavoratore è una risorsa preziosa per l’azienda, deve appassionarsi, deve essere motivato, e vedrete che prima o poi questa catena positiva darà i suoi frutti.

Spero che questa mini guida con le 7 indicazioni di sopravvivenza serva a qualcuno e lo metta in guardia da dei posti di lavoro inutili e pessimi.

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