DIGITAL PR: una professione da Thriller

Finalmente riesco a dedicare qualche minuto al mio blog, so benissimo di averlo trascurato, ma gli impegni quotidiani lasciano poco tempo alla scrittura creativa.

Oggi parlerò di un argomento che mi sta molto a cuore e che tocca alcuni punti salienti del mio mestiere. Mi occupo da un pò di anni delle Digital Pr (per chi non lo sapesse è l’attività di promuovere l’immagine aziendale sul web).

Il mio lavoro richiede una buona dose di pazienza ed una buona padronanza della lingua italiana, tutto inizia con un semplice brief commissionato dal cliente e alla fine si arriva alla consegna dei risultati (redazionali ottenuti o uscite press).

Questa professione non è per tutti, non ci si può improvvisare comunicatori, alla base di un valido Digital PR c’è un 50% di dote naturale ed un 50% di formazione e tanto sudore della fronte. Praticare questa professione nel ventunesimo secolo significa accontentare le esigenze editoriali del blogger e giornalista web e raggiungere quel traguardo tanto agognato dall’azienda cliente.

Roberta Pagani- La rabbia nel cuore

Credits: Roberta Pagani- La rabbia nel cuore

Ma quali sono gli ostacoli che ogni giorno un esperto di pubbliche relazioni web incontra?

  • La Maleducazione, diffusissima e a volte ingiustificata. Ti rivolgi con un tono semplice, chiaro e incisivo e ricevi degli insulti. Mi è capitato di recente di inviare una mail ad una blogger (abbastanza nota) per coinvolgerla in un progetto carino, garantito da un gettone (elemento da non trascurare visto che molti non retribuiscono l’attività editoriale) e di ricevere un feedback di fuoco! Ho letto delle frasi ricche di rancore e del tutto inadeguate. Capisco che la blogosfera sia stata invasa dal marketing e che molte bogger lo vedano come il diavolo, perchè ha cambiato le dinamiche in rete e magari a contribuito nella diffusione di tanti problemi. Attenzione che se vi viene proposta una collaborazione retribuita basta rispondere con due massimo tre parole: NO GRAZIE o NON MI INTERESSA, non serve a niente offendere!
  • L’ avidità (è anche uno dei 7 peccati capitali) non è possibile che per 1000 battute, un link dofollow e l’approfondimento di un tema carino (spesso fornito dalle digital pr) debbano essere pagate dalle 200€ in su! Si parla di 2 ore di lavoro ragazzi e spesso i clienti non hanno un budget così ampio da rilasciare per questa attività. Parola del giorno RIDIMENSIONIAMO LE ASPETTATIVE.
  • L’ignoranza (Dal lat. ignorantia, der. di ignorare ‘ignorare’), poca padronanza della lingua italiana, perchè lo affermo? bè con il mio mestiere mi capita di frequente di rilevare degli errori agghiaccianti, soprattutto in fase di revisione delle bozze. Volete qualche idea? eccoci pronti: ripetizioni di aggettivi e verbi e uso inappropriato delle doppie consonanti (es. maneggiare diventa manegiare ecc). Sbagliare una volta è umano perseverare è diabolico.
  • La Presunzione, ehi io sono una blogger sono “Cool” tu chi cavolo sei? ho conosciuto persone che al pronunciamento della parola “Umiltà” hanno avuto dei conati! Se un Digital Pr esperto ti fa notare un grosso errore nel testo, dovresti domandarti (terapia d’urto che consiglio e che pratico abitualmente) “Dove ho sbagliato?” “Che cosa mi può essere sfuggito?” e “Come posso rimediare?”. Le blogger al momento del feedback post segnalazione dell’errore sono: offese, acide e spesso insultano il comunicatore, risentimento? Frustazione? No secondo me è poca voglia di mettersi in gioco.
  • La Superficialità, alcune giornaliste web e blogger affrontano i temi aziendali pensando “Questo è un bel pollo da spennare” “Cavoli quanto ci guadagno??”. Tutti diamo valore ai soldi, figuriamoci, ma si scrive anche per passione, se un tema solletica la curiosità perchè non approfondirlo?

Ho conosciuto nella mia breve carriera tantissime persone volenterose, umili e discrete che oggi hanno ottenuto un successo pazzesco nella blogosfera. Imparare dai propri errori, e dunque ammettere di non essere perfetti aiuta credetemi. Se un testo è scritto male è un danno in primis a voi aspiranti scrittrici e solo alla fine a noi Digital PR e se un gettone è scarso non sempre è frutto della pidocchieria aziendale.

Con questo approfondimento non voglio fare delle generalizzazioni, come dicevo nel precedente paragrafo ci sono delle blogger di qualità e che stimo tantissimo, ma attenzione il mio mestiere non è semplice e l’abbassamento della qualità comporta un deficit per tutti!

Cerchiamo di collaborare di più, di venirci incontro, di valorizzare entrambi i ruoli senza conflitti e soprattutto senza insulti.

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La caccia alla visibilità è iniziata?

Qualche giorno fa su Facebook una mia cara amica nota nel mondo del fashion system ha condiviso il seguente post di un utente (di cui non farò il nome per questioni di privacy):

” Mi servirebbe un mi piace su una foto. In cambio posso mettere mi piace a quello che vuoi tu: pagine, foto, condivisioni, oppure ti posso seguire, ti va bene?”

A parte il mio sconcerto nel leggere questo commento che giudico assurdo, analizziamo per bene il testo e anche la sua logica e ne approfitterò per allacciarmi ad un argomento di attualità geek.

Un avviso alla nostra amica X che ha fatto questa richiesta su un noto gruppo di Facebook: : il tono utilizzato è da mercato popolare, da baratto, io ti do questo e tu in cambio mi fai questo piacere. Ragazzi ma stiamo scherzando? Inizio a preoccuparmi seriamente, il settore digital ha già i suoi problemi per i fasulli comunicatori, ma anche questi deliri sono inaccettabili.

L’engagement, la voglia di stare insieme, la visibilità non la si ottiene così, sono i contenuti che fanno da traino in relazione ad un’efficace campagna adv.

Ho notato che sempre più spesso le persone pensano di raccogliere i like attraverso questa logica triste e degradante, se hai deciso di pubblicare la tua foto con degli orecchini nuovi e ti rendi conto che non se la fila nessuno pazienza, riprova, valuta la tua audience (analisi degli insight) tenta nuove strade, ma ti prego non elemosinare like! E’ brutto e rovini anche la tua reputazione.

like

Come diceva la famosa fiaba di Biancaneve: “Specchio specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?” Oggi il sistema blogger è ricco di questi mondi “superficiali”, mi rivolgo soprattutto ad una categoria di fashion blogger che per ottenere un briciolo di visibilità in più venderebbero le nonne su ebay. Stimo molte ragazze che hanno aperto un blog e che ogni giorno lo seguono ed alimentano con passione, ma sono contraria a quelle che girano nelle community elemosinando “Mi piace” o condivisioni, che diventano quasi delle stalker su Istangram perchè commentano una foto e dicono tutt’altro (incoerenza massima) e magari aggiungono un link al loro blog/post.

Se desiderate emergere, spiccare il volo, non esiste la bacchetta magica, ci vuole: 1) Determinazione 2) Talento 3) Contenuti di qualità 4) Uno spirito Nerd 5) Educazione e rispetto per le colleghe.

Spero di aver dato il via ad un’accurata riflessione. Un abbraccio

L’accattonaggio web, un trend o solo pura follia?

Qualche giorno fa ho letto un post interessante intitolato: “Siamo Blogger o siamo accattoni?” dove l’autrice Giovanna Gallo (nota firma di Bigodino.it) racconta di come sia ormai di moda inviare dei messaggi all’azienda per ottenere dei prodotti gratis.

Oggi nel mondo digital c’è tanta confusione, faccio molta fatica a spiegare agli over 50 qual’è il mio ruolo, e sono sicura che la parola blogger li terrorizza. Negli anni 90 i leader della comunicazione erano i pr e i giornalisti, questi ultimi con un bellissimo articolo davano il proprio punto di vista su un’azienda  rendendola famosa, nel 2013 lo scettro del potere c’è l’ha l’utente/cliente, consumatore chiamatelo come vi pare, cioè colui che ha un’opinione in merito e questo diventa ancor più influente se scrive qualcosa in rete (blog, portale).

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Copy: Pinterest.com

I blogger sono una risorsa fondamentale, ma quelli di qualità vanno rintracciati con cura, iniziamo a chiarire prima due punti e dopo dedichiamoci ad una piccola riflessione.

1) Un blogger “serio” racconta quello che vede senza filtri, da insomma la sua opinione anche se a volte è scomoda per l’azienda/brand

2) Un blogger di qualità non elemosina prodotti, è una cosa trash, indelicata. Non esiste che nella casella di posta di Facebook arrivino messaggi dove si richiede un prodotto gratis ed in cambio si offra della pubblicità.

Chiariamo prima un concetto: Le PR sono ben lontane dal Marketing, nel primo non ci sono investimenti economici dietro un pezzo/articolo, nel secondo (lo ripeterò fino allo sfinimento) c’è qualcuno che spinge una pubblicazione e che grazie ad una bella somma magari ottiene visibilità su una home page, cover ecc

Non è compito della blogger proporsi come spazio pubblicitario, facendo così danneggia anche il suo percorso professionale, la sua integrità (se esiste ancora).

Talento nella scrittura, ironia, voglia di mettersi in gioco, bella grafica ecc sono gli ingredienti giusti per colei/colui che vuole raggiungere la vetta dei top influencer!

A volte mi domando: “Perchè una ragazza dovrebbe scrivere ad una casa cosmetica per avere dei prodotti in omaggio?”, possibili risposte: 1) gratis= ok è mio 2) pensa che così facendo otterrà maggiori chance di contatto 3) non sa come funziona lo sporco e duro lavoro del blogger.

Mi spiace vedere questi atteggiamenti, secondo me svilisce chi fa il mio mestiere (digital pr), insomma pensi di essere al mercato, e banalizza il lavoro di coloro che ogni giorno scrivono qualcosa e curano tutti i minimi dettagli.

E voi che ne pensate?

La verità è una necessità

Inizio questo post di oggi con una domanda: “Perchè coinvolgere un blogger ad un evento corporate?” giudicherete questo interrogativo irrilevante, invece no è importante perchè ci fa capire come nasce il passaparola positivo in rete e quali radici ha.

Ieri ho richiesto aiuto in una community nota a chi fa il mio mestiere (Social media manager),  perchè stavo cercando una case history di digital pr di successo. Una ragazza della comunità mi ha segnalato il Nokia world 2013 di Abu Dhabi, onestamente non avevo molte informazioni in merito, allora mi sono messa a fare una piccola ricerca su google ed ho letto 3 recensioni. La prima ad opera del simpatico e competente Rudy Bandiera, la seconda di Celine Navarro e infine la terza ed ultima dello staff italiano di Wired. Che cosa ho notato? 3 stili diversi

1) Analitico, tecnico, descrittivo (WIRED)

2) Caldo, umano, esperenziale (CELINE)

3) Tecnico e empatico allo stesso tempo (RUDY)

Ora risponderò alla domanda in alto, invitare dei blogger a degli eventi top per il brand in questione è una bella opportunità, è la strada per la verità. L’influencer (se scelto bene) “Parla chiaro”, mostra anche i lati oscuri del prodotto, non tralascia nulla.

Come vi dicevo ho letto un pò di review e la prima di cui vi parlerò è quella di  Rudy Bandiera (noto influencer hitech), quello che ho apprezzato? la trasparenza e l’etica (credetemi è difficile trovarla), dalle parole dell’autore traspare una forte dose di umiltà, ma anche uno spirito critico verso il brand. Le criticità di Nokia sono a livello software perchè il design è cool come anche la qualità fotografica. Rudy pone un interrogativo, si domanda se la direzione presa dall’azienda di telefonia sia corretta e soprattutto sia in grado di contrastare i colossi Apple e Android. La gratitudine di questo blogger c’è, ma al contempo non ha dimenticato di fare il suo lavoro, dire la verità! E’ per questa ragione che ci piace tanto la rete 😉

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Abu Dhabi

Nella mia analisi ho anche letto la recensione di Celine Navarro (non è una geek girl, ma solo una blogger creativa, affascinata dalla progettazione grafica e lontana dal mondo hitech). Questa ragazza ha raccontato in modo brioso il suo viaggio alla scoperta dei prodotti Nokia (la nuova linea Asha e Lumnia 1520), si è stupita lei stessa di essere tra gli invitati del Nokia World 2013. Ha raccontato e descritto gli smartphone e tablet con un approccio umanistico e poco analitico.

All’evento Nokia ha partecipato anche la redazione di Wired italia e gli articoli realizzati sono tecnici, ricchi di spunti e suggerimenti, ma non evidenziano i lati negativi oppure i luoghi ombrosi della collezione smartphone.

Che cosa succede oggi?

Prima di acquistare i prodotti cerco l’aiuto (no non sto parlando del commesso del GDO) di un’amico smanettone, di un blogger che seguo, l’integrità di un autore 2.0 si valuta su questo. Una review onesta, dove vengano identificate le opportunità e le vulnerabilità è di aiuto all’azienda (non ha invitato degli amebi senza personalità e cervello e magari ha qualche spunto per il futuro) e di supporto a chi sta per acquistare quel prodotto.

Preferisco l’approccio dell’influencer, lusinga lo stile simpatico, complimentoso del giornalista, ma è più costruttivo quello analitico e a volte critico del blogger!

Le blogger relations

Oggi darò un pò di spazio ad un argomento delicato, quello delle relazioni con i blogger. Spesso ho affrontato questo tema, mostrando tante piccole sfaccettature, come ad esempio i termini assurdi che alcuni PR usano per dialogare con gli opinion leader della rete, oppure la famosa questione del gettone, che credo non troverà risposta a breve.

Ieri una mia amica blogger (mondo beauty) ha postato il seguente stato:  ” Ciao, stiamo promuovendo alcuni articoli in sconto, che ne dici di scrivere un articolo sul blog per pubblicizzare quest’iniziativa? Attendo un tuo riscontro ”

Che cosa c’è di sbagliato in questa mail? Vediamoli insieme (è un’analisi che consiglio a tutte le aspiranti digital pr, ma credetemi non basta leggere questo post per avere il diplomino, servono anni di pratica e studio)

1) Richiesta palese di pubblicazione di tipo pubblicitario (ehi qui non si parla di Pubbliche relazioni ma di Marketing)

2) Il modo brusco, diretto e quasi Imperativo (sbagliatissimo, un ma vai a c….re è d’obbligo)

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Copy: pitchfork.com

Carissime Pr aspiranti Internet Pr, quando inviate una mail ad un blogger dovete prima di tutto spiegare nel dettaglio il progetto, coinvolgere le persone all’iniziativa, magari facendogli provare un prodotto e/o servizio, poi quando la relazione sarà costruita e consolidata allora potreste richiedere una pubblicazione.

Il problema di oggi, è che ci sono tante persone che si improvvisano nel mestiere del Digital Pr, creando un sacco di danni, una volta un mio ex collega, pr famoso ma completamente a digiuno delle logiche online mi disse: “Tu manda la mail a tutti, non stare a selezionare, tanto qualcuno prima o poi abboccherà”. Eh no caro mio, non funziona così, se vuoi qualità devi rivolgerti ad un gruppo di blogger ben preciso, persone con cui hai un dialogo più frequente e che magari hai gratificato in altre occasioni.

Come possiamo far capire questa cosa?

Un’altra questione che è stata sollevata da una mia amica fashion blogger riguarda la mancanza di fondi per le digital pr, spesso le influencer vengono coinvolte agli eventi e ricevono in cambio dei regali (abbigliamento, accessori ecc), ma non si vive di baratto. Come si può pensare che un grosso brand possa portare delle blogger in una città lontana e non prevedere un fondo, un benefit, una copertura delle spese di viaggio?

Forse oggi è sempre più diffusa la logica del: “Tu lavora, fatti conoscere ed io non ti do un centesimo”, perchè l’Italia oggi è diventato il luogo delle buffonate? Perchè non si investe sui giovani, sui giornalisti emergenti, sui comunicatori che hanno la stoffa?

Vi lascio con questi interrogativi, magari prima o poi qualcosa cambierà 😉

Intervista doppia: Federica & Laura

In questi giorni ho rotto le scatole a due mie amiche blogger, per farmi rilasciare una breve intervista, perchè ritengo fondamentale mostrare quello che c’è dietro al lavoro di una blogger, visto che spesso vengono sottovalutate, sottopagate e giudicate di serie b dai giornalisti professionisti.

Attenzione fare la blogger, lavorare con il proprio blog non è per niente un gioco da ragazzi, la visibilità la costruisci attraverso i contenuti. No: ai commenti inutili dove si lascia l’url del proprio diario pensando di ottenere del traffico in più e assolutamente no ai followers fasulli.

Le due protagoniste di questa intervista, sono per me delle blogger di qualità, non perdono il loro tempo a seguire dei progetti scarsi e mediocri e soprattutto, hanno un taglio editoriale interessante, sto parlando di Federica Cimetti e Laura Portomeo.

Federica è una persona seria, attenta ai trend della moda, il suo blog è pulito, chiaro e creativo; Laura invece è una curiosa, studia costantemente per tenersi aggiornata, ed ha una forte passione per la cosmesi.

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Ecco qui di seguito l’intervista:

Di che cosa faresti a meno nel mondo della moda? E a che cosa non potresti mai rinunciare? 

FEDERICA: Farei a meno delle dinamiche che ne sottintendono il funzionamento, come molte altre cose non rispettano la meritocrazia. Viceversa, non potrei fare a meno della vera essenza della moda: reinvenzione e cambiamento. Un abito può farti sentire speciale, non solo esteriormente.

Il mondo del beauty è ricco di sfaccettature, qual è l’elemento che ti ha colpita di più? 

LAURA: Quello che molti non sanno è che la mia passione per i cosmetici è stata dagli inizi concentrata sul campo delle unghie, e degli smalti. Ne ho sempre comprati tantissimi e ad oggi ne ho oltre mille. Li colleziono insomma. 
La passione per il make up c’è sempre stata, sin da piccola, ma mi sono avvicinata al mondo delle beauty blogger grazie agli smalti e alla ricerca, con alcune appassionate come me, di marchi che in Italia fino a qualche anno fa non erano distribuiti, come China Glaze, OPI, Orly e Zoya. In America erano molto utilizzati, e io adoravo sbirciare sui blog gli swatch di questi mille colori, per capirne meglio la resa sulle unghie e poi acquistare i miei preferiti dai siti stranieri.
In seguito, aprendo il portale, ho sentito l’esigenza di approfondire anche altri campi, quindi ho studiato per diventare Make Up Artist e ho frequentato corsi riguardanti le formulazioni dei cosmetici. Mi intriga molto anche il mondo dei profumi, e spero di poterlo approfondire presto con un corso.

lauraNel tuo percorso di blogger, che cosa ti ha fatta maturare/crescere?

FEDERICA: Le critiche. Quelle costruttive però. E’ bello mettersi in discussione, trovare nuovi stimoli e coglierne l’essenza per migliorare.

Per quanto i post outfit siano divertenti (e molto seguiti) l’obiettivo principale che mi sono posta è quello di diventare a tutti gli effetti una fashion editor. Ora che finalmente lo sono posso dire che senza il blog e le relative critiche tutto questo non sarebbe mai potuto accadere.

LAURA: Sicuramente il confronto. Un confronto che non sempre è stato diretto, ma che io stessa cercavo recandomi su siti e blog di altre colleghe. Leggere continuamente mi ha aiutata a valutare meglio il mio lavoro, a migliorarlo e anche a proporre nuove idee. Sono fermamente convinta che, sebbene sia giusto guardare il proprio giardino e curarlo al meglio, per migliorarsi si debba necessariamente guardare anche ciò che ci sta intorno e confrontarsi.

La professionalità è fondamentale nel mondo del lavoro, che cosa consiglieresti alle aspiranti blogger? 

FEDERICA: Consiglierei semplicemente di scrivere di quello che conoscono. La passione è una bella cosa e ritengo sia il motore del mondo ma purtroppo non basta solo quella. E’ necessario essere sempre aggiornate e lo studio è una componente fondamentale per la buona riuscita di un articolo, soprattutto nel campo del fashion blogging: chiunque può dire la sua ed esprimere le proprie opinioni ma la competenza è un’altra cosa.

LAURA: Come dicevo su, sin da quando ho aperto il blog ho sentito la necessità di approfondire gli argomenti di cui trattavo. Sono fan sfegatata della corretta informazione e di conseguenza ho cercato sempre di affrontare solo argomenti di cui mi sentissi padrona, o di affidare le rubriche del portale a persone che fossero competenti in quel settore.
Mi rendo conto che non è possibile iscriversi a dei corsi per aprire un blog, ma nel mio piccolo il consiglio che mi sento di dare è questo: se volete aprire un blog d’informazione, e non avete particolari competenze, affidatevi a persone che ne abbiano (ad esempio cercate la collaborazione di una make up artist per il lato make up, ecc) se invece volete semplicemente aprire uno spazio personale dove condividere opinioni, pensieri, ecc allora limitatevi a fare questo. Perché finché il blog rimane un posto dove scambiarsi idee, consigli, opinioni, nessuno potrà tacciarvi di incompetenza, restano opinioni. Ma nel momento in cui inizierete a dare lezioni di vita/make up/moda ecc inevitabilmente arriverà qualcuno a chiedervi che competenze avete per farlo, e se non ne avete, perderete di credibilità di fronte ai vostri lettori.
Il blog, così come i siti, sono luoghi sul web in cui il proprietario mette tutto se stesso, e detto in maniera spicciola “ci mette la faccia”. Quindi siate voi stessi, e non ergetevi a portatori di verità assolute. Non esistono. Lasciate le argomentazioni professionali a chi ne ha le competenze.
Infine, se decidete di far diventare il blog un lavoro a tutti gli effetti, ricordate che la costanza, la coerenza e il rispetto sono alla base di questo lavoro. Se questi presupposti mancano, lasciate che sia un hobby e nulla più.

Le 3 caratteristiche fondamentali di una buona blogger sono:

FEDERICA: Competenza, originalità ma soprattutto…. Umiltà! (Ma quella servirebbe in ogni campo, non solo in questo!)

LAURA: Più che di una buona blogger, parlerei di un buon blog. Per me deve essere pulito nella grafica, intuitivo, veloce nel caricamento. I contenuti devono essere ben scritti e curati nei dettagli e le immagini di qualità (se non siete in grado di scattare, esiste google, chiedete il permesso di utilizzare quella foto citandone la fonte e il gioco è fatto!). Non deve mancare quel pizzico di personalizzazione, quel qualcosa che lo renda unico e che mi spinga a tornarci ancora: può essere un modo di scrivere, una rubrica interessante, fotografie particolari, ecc. 
Non in ultimo la blogger deve avere un rapporto ATTIVO con gli utenti che la seguono, DEVE rispondere ai commenti, alle mail, alle domande. E soprattutto ci deve essere coscienza. La blogger deve ricordare che, nel momento stesso in cui inizia ad essere più conosciuta, diventa una sorta di guida per coloro che la seguono, che spesso si affideranno ai suoi consigli per acquisti, look ecc. E’ importante quindi che la blogger si mantenga trasparente e coerente ma soprattutto corretta verso queste persone, tutelando innanzitutto loro, perchè è grazie al seguito che ha che è diventata conosciuta, e non solo grazie alle sue qualità. Sono l’una la conseguenza dell’altra.

Questa intervista ha un’obiettivo: Educare tutte le aspiranti blogger, che spesso pensano che aprire un blog e dargli la giusta linea editoriale sia un gioco da ragazzi. La banalità, superficialità in questo campo non sono ammesse!

Federica e Laura sono un esempio, una spinta a dare di più, a non sottovalutare il mondo della blogosfera.

Vi lascio con questa citazione di Alessandro Profumo “Il lavoro è una parte fondamentale del nostro modo di relazionarci con il mondo. Quando incontriamo una persona che lavora, con passione, vediamo subito la differenza, qualunque tipo di lavoro faccia.”